Casalnuovo, si può morire per dei lavori stradali?

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Casalnuovo, si può morire per dei lavori stradali?

Nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 ottobre, Marco Prevete, un giovane di 29 anni, è morto in un incidente stradale. La tragedia si consuma in una periferia di Casalnuovo (provincia di Napoli), nello specifico a Licignano.

A bordo della sua nuova vespa,  il ragazzo, trova la morte sul colpo schiantandosi contro dei blocchi di cemento posizionati lungo la strada a causa dei lavori di ristrutturazioni che stanno coinvolgendo la zona e, più in generale, l’intera Città.

Le persone accorse sul posto subito dopo l’incidente  parlano di un uomo già privo di vita, già prima dell’arrivo dell’autoambulanza e delle autorità competenti, sopraggiunte, comunque, in maniera repentina.

Da chiarire è la dinamica dell’accaduto. Vero è che il cubo di cemento ha rappresentato un ostacolo insormontabile ma è possibile anche che il ragazzo abbia perso il controllo del mezzo che guidava, perdendo l’equilibrio e scivolando verso quella che sarebbe stata la sua morte.

“Una morte, una tragedia che poteva essere sicuramente evitata”. Questo è quanto affermano i cittadini di Licignano. A parlare sono soprattutto i commercianti della zona, i quali già nella serata di venerdì avevano creato accese discussioni riguardo il proseguo dei lavori e uno degli argomenti più citati era la mancanza di razionalità nel posizionare, nel mezzo della strada, massi di cemento o quantomeno la mancanza di cartelli o segnali che indicassero ai passanti la loro presenza.

“Doveva scapparci il morto” è il pensiero comune degli abitanti di Casalnuovo, i compaesani di Marco. Ora che il morto c’è stato, la ditta responsabile dei lavori e il Comune, sicuramente, aggiusteranno le cose.

Ma prevenire è meglio che curare.