21 Febbraio 2022

Campania, 6mila tonnellate di rifiuti in arrivo dalla Tunisia

rifiuti dalla Tunisia

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Campania: 6mila tonnellate di rifiuti sono arrivati dalla Tunisia a Salerno, la regione minimizza l’accaduto “una quantità banale”

Napoli. Indignazione e sconforto negli abitanti di Salerno che nella serata di ieri hanno visto arrivare 213 container ricolmi di rifiuti plastici provenienti dalla Tunisia. Sono, per l’esattezza, 6mila tonnellate di rifiuti domestici ed è la stessa quantità che nel 2020 partì per arrivare sul suolo tunisino per poi essere smaltito. La Tunisia, però, vieta l’esportazione e l’importazione di rifiuti così come accordato da la  maggior parte della comunità internazionale.

Di contro, la Regione Campania, ha risposto a tutto questo scempio con parole di minimizzazione: “Si tratta di una quantità banale, 6mila tonnellate di rifiuti per pochi mesi non creano problemi alla comunità locale. Non vi sono problemi di miasmi e neanche di esalazioni” ha espresso il vice presidente Fulvio Bonavitacola.

Da qui, sono nate numerose proteste e affermazioni di dissenso. Il sindaco di Serre, Franco Mennella ha affermato quanto segue sui social: “Cari concittadini, vi informo che martedì 22 febbraio, salvo necessarie anticipazioni, saremo presenti in prossimità dei due ingressi che danno accesso al Comprensorio militare di Persano per costituire dei presidi permanenti. Oltre che perseguire tutte le vie legali e amministrative, porteremo avanti ogni forma di protesta pacifica sul campo per scongiurare l’arrivo dei containers carichi di rifiuti che già nelle prossime ore sbarcheranno nel porto di Salerno. Il mio appello è rivolto a tutti i cittadini di Serre e della Piana del Sele a partecipare a questa importante e vitale battaglia per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. Da soli saremo niente, INSIEME si potranno muovere le montagne. Il sindaco Franco Mennella”.

La questione rimane aperta e spinosa, si è in attesa di una soluzione. In Tunisia è stata aperta un’inchiesta che ad oggi ha portato all’arresto di 12 persone. Tra i 26 indagati per corruzione vi sono anche dei funzionari delle dogane ed il Ministro dell’Ambiente tunisino. Il leader dell’azienda importatrice risulta in fuga. In Italia, invece, indagano le procure di Salerno e Potenza sul rispetto della Convenzione di Basilea sul mercato internazionale di rifiuti.

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