Attentato a Londra, parla un ragazzo di Giugliano: “ho pensato a casa mia, a Napoli”

Attentato a Londra

Attentato nel cuore di Londra, la testimonianza di un napoletano: «Ho pensato a casa mia, a Napoli che mi manca tantissimo»

L’Europa è ancora una volta sconvolta da attentati terroristici. L’ultimo obiettivo è stata Londra, alle pendici del Parlamento Britannico: la tragica vicenda conta 5 morti e 40 feriti. L’attentato e i momenti terribili che abbiamo seguito in diretta alla televisione sono stati vissuti molto da vicino da Giuseppe Sollo, 32 anni, originario di Giugliano, comune in provincia di Napoli. Sollo lavora a Londra come ricercatore per conto del Parlamento britannico. 

Il giuglianese racconta ai colleghi del Mattino gli attimi di terrore mentre sta rientrando in ufficio:  «Ho visto gente correre all’impazzata e poi ho sentito gli spari, ho visto il Suv scuro davanti al cancello con la portiera di destra aperta. Due agenti mi hanno portato nel mio edificio e mi hanno detto di ripararmi sotto la scrivania». La polizia ha tranquillizzato Giuseppe e i suoi colleghi, cercando informazioni su cosa avessero visto e mostrando loro una foto del presunto attentatore.

I primi pensieri di Giuseppe vanno alla famiglia: invia un toccante sms al padre«Stanno sparando, ti voglio bene» – che lo rassicura dicendogli di stare al riparo. Il secondo pensiero è alla sua terra, Napoli: «Poi ho pensato a casa mia, a Napoli che mi manca tantissimo e poi tutto è finito. Madonna che paura. Io queste cose le avevo viste solo nei film». 

Eventi del genere sembrano così lontani visti alla televisione. Tuttavia le parole di un conterraneo, che ha vissuto dal vivo la tragica vicenda, creano un ponte diretto con il dolore distante da noi.