Aponte-Napoli, De Laurentiis lascia un indizio? “Se vendessi, preferirei un napoletano”: tutti gli intrecci con MSC
Aponte pronto a comprare il Napoli? ADL lancia un indizio importante
Le parole di Aurelio De Laurentiis riaccendono l'attenzione sulla famiglia Aponte e sui rapporti tra Napoli e MSC
E se dietro le parole di Aurelio De Laurentiis ci fosse anche un riferimento alla famiglia Aponte? È la domanda che comincia a circolare dopo l’intervista rilasciata dal presidente del Napoli a Radio Kiss Kiss.
De Laurentiis ha escluso una vendita immediata del club, ribadendo che “il Napoli non è in vendita”. Nello stesso intervento ha parlato apertamente delle offerte ricevute, della proposta di Matt Rizzetta e soprattutto di un eventuale futuro passaggio di proprietà.
Famiglia Aponte alla finestra? I napoletani della MSC osservano il Napoli
Ed è qui che arriva la frase destinata ad alimentare nuove interpretazioni:
“Se dovessi vendere il Napoli, preferirei venderlo a un napoletano, non a un americano”.
Nessun nome pronunciato. Nessun riferimento diretto a Gianluigi Aponte. Ma il profilo indicato da De Laurentiis, unito ai rapporti consolidati tra il Napoli e MSC e alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sul nuovo stadio, porta inevitabilmente a guardare anche in quella direzione.
Non c’è, è bene chiarirlo, alcuna conferma di una trattativa per la vendita del Napoli alla famiglia Aponte. Ma gli elementi che collegano le due realtà sono ormai diversi.
Aponte-Napoli, perché le parole di De Laurentiis fanno rumore
La sequenza delle dichiarazioni di De Laurentiis è significativa. Prima il presidente chiude alla possibilità di una cessione immediata: “Il Napoli non è in vendita”. Poi racconta di aver incontrato Matt Rizzetta e spiega perché la proposta avanzata dalla cordata americana non lo abbia convinto.
Secondo quanto riferito dallo stesso De Laurentiis, l’operazione avrebbe previsto una cifra complessiva di 2,2 miliardi di euro, con una parte versata alla firma e il resto dilazionato nei tre anni successivi. Il presidente ha spiegato di non aver ricevuto garanzie sufficienti e di non essere interessato alla formula proposta. Le indiscrezioni sui contatti tra le parti e sulla valutazione miliardaria del club erano già circolate nei giorni precedenti.
Subito dopo, però, De Laurentiis apre uno scenario completamente diverso: “Se dovessi vendere, preferirei un napoletano”. È proprio questa frase a spostare l’attenzione. Perché, tra i grandi imprenditori legati alla Campania e già profondamente coinvolti nel progetto Napoli, il nome della famiglia Aponte è inevitabilmente uno dei primi a venire in mente.
Chi è Gianluigi Aponte e perché il suo nome porta subito a Napoli
Gianluigi Aponte è nato a Sorrento ed è il fondatore del gruppo MSC, diventato uno dei maggiori operatori mondiali nel trasporto marittimo e nella logistica. MSC lo indica ancora come Group Chairman, mentre il figlio Diego ricopre la carica di presidente del gruppo.
Nel corso del 2025 la proprietà di MSC è stata trasferita da Gianluigi Aponte ai figli Diego e Alexa, mantenendo quindi il controllo all’interno della famiglia. Gianluigi Aponte è rimasto al vertice operativo come executive chairman. Non si tratta dunque soltanto di un grande gruppo internazionale.
Gli Aponte hanno origini profondamente legate al territorio campano e, soprattutto, hanno già un rapporto strutturato con la SSC Napoli.
MSC è già dentro il progetto Napoli
Il rapporto tra il club azzurro e MSC non nasce oggi. MSC è diventata main partner della SSC Napoli nel 2023 e nel luglio 2026 l’accordo è stato prolungato fino al 2029. La stessa società azzurra ha ufficializzato il rinnovo in occasione della presentazione della maglia del Centenario a bordo della MSC World Europa.
Quella giornata assume oggi un significato ancora più interessante. Durante il proprio intervento, De Laurentiis ringraziò pubblicamente Gianluigi Aponte, Diego Aponte e la famiglia MSC, sottolineando la fiducia accordata al progetto Napoli.
Il presidente parlò della famiglia Aponte come di un partner che aveva nuovamente scelto di sostenere la crescita internazionale del club. Un rapporto, dunque, che va ben oltre una sponsorizzazione occasionale.
Aponte possibile partner anche per il nuovo stadio del Napoli
C’è poi un altro tassello, molto più recente.
Il 13 ottobre Radio Napoli Centrale ha riferito un’indiscrezione secondo cui la famiglia Aponte e MSC potrebbero affiancare De Laurentiis nel progetto del nuovo stadio che il presidente vorrebbe realizzare nell’area orientale della città.
Secondo quanto raccontato dal giornalista Umberto Chiariello, Aponte sarebbe il partner individuato per sostenere il progetto infrastrutturale, tanto da far ipotizzare persino una futura “MSC Arena”. L’indiscrezione non equivale a un accordo ufficialmente annunciato dalle parti, ma è stata ripresa da numerose testate locali.
Ed è proprio questo elemento a rendere ancora più interessante la frase pronunciata adesso da De Laurentiis.
Se MSC fosse davvero coinvolta anche nella costruzione dello stadio, il rapporto con la famiglia Aponte passerebbe infatti da semplice partnership commerciale a una collaborazione molto più profonda sul futuro infrastrutturale del club.
De Laurentiis pensa ad Aponte per il futuro del Napoli?
Al momento non ci sono elementi per affermarlo come fatto. De Laurentiis non ha pronunciato il nome di Aponte parlando di un possibile acquirente e non risulta annunciata alcuna trattativa tra MSC e la proprietà del Napoli per la cessione della società. Ma la domanda nasce inevitabilmente mettendo in fila gli elementi.
De Laurentiis dice che, se un giorno vendesse, preferirebbe affidare il Napoli a “un napoletano”. Gianluigi Aponte è nato a Sorrento e tutta la famiglia ha un rapporto di lunga data con il club, di cui è main sponsor del Napoli fino al 2029. ADL ha più volte manifestato pubblicamente la propria stima nei confronti della famiglia. Soltanto pochi giorni fa è emersa l’indiscrezione di un possibile coinvolgimento di Aponte e MSC nel progetto del nuovo stadio.
Presi singolarmente, questi elementi non provano una trattativa.
Messi insieme, rendono però il nome degli Aponte uno dei più interessanti da osservare nel caso in cui De Laurentiis decidesse davvero, in futuro, di valutare il passaggio di proprietà.
Rizzetta o Aponte? Le parole di De Laurentiis cambiano lo scenario
Il riferimento al “napoletano” arriva nello stesso intervento in cui il presidente parla di Matt Rizzetta, imprenditore italo-americano che non ha mai nascosto il proprio interesse per il Napoli.
Rizzetta era stato ospite di De Laurentiis al Maradona e i due si erano poi incontrati nuovamente in città. Il presidente del Napoli Basketball aveva dichiarato di essere pronto, qualora se ne presentasse l’occasione, a raccogliere l’eredità costruita da De Laurentiis.
De Laurentiis, però, nell’intervista ha posto l’accento proprio sulla nazionalità di un eventuale futuro acquirente: “Preferirei un napoletano, non un americano”. Una frase che inevitabilmente sembra allontanare, almeno sul piano delle preferenze personali espresse dal presidente, lo scenario americano e lascia spazio a un identikit completamente diverso.
Ed è qui che il nome Aponte-Napoli acquista ancora più forza.
La famiglia Aponte potrebbe comprare il Napoli?
Oggi sarebbe prematuro rispondere sì. Non c’è un’offerta resa pubblica, non esiste una trattativa confermata e né MSC né la famiglia Aponte hanno manifestato ufficialmente l’intenzione di acquistare la SSC Napoli. La situazione attuale resta quindi chiara: De Laurentiis è il proprietario del Napoli e sostiene di non voler vendere il club.
Ma la stessa intervista apre per la prima volta una finestra precisa sul profilo che il presidente gradirebbe qualora, un giorno, decidesse di passare la mano. Un imprenditore napoletano, forte economicamente, legato alla città e in grado di garantire continuità e investimenti.
E osservando i rapporti costruiti negli ultimi anni tra De Laurentiis e MSC, il nome della famiglia Aponte diventa inevitabilmente uno di quelli da tenere sotto osservazione. Per ora è uno scenario, ma dopo le parole pronunciate da De Laurentiis, non è più soltanto una suggestione nata sui social.
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