Anna Balbi: a 12 anni Alfiere della Repubblica



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Palazzo del Quirinale

Anna Balbi, la dodicenne che lavora per una Napoli migliore: sogna la rinascita della periferia partenopea

«Voglio fare il medico per i più piccoli e le famiglie di chi non ce la fa e a chi non potrà pagare, nel mio studio, offrirò cure gratis». Sembra l’incipit di un bel telefilm, magari ambientato in piccolo paese di campagna, invece, Anna Balbi vive nel quartiere di San Giovanni a Teduccio e, Napoli la ama davvero.

«Non voglio lasciare la città, come fanno tutti. Qui a Napoli siamo sottovalutati, è difficile che medici o ingegneri bravi e giovani scelgano di rimanere qui, si trasferiscono. Così il Sud diventa più brutto. Della mia città mi piace la storia, la Napoli angioina, aragonese, i monumenti, ma non mi piace la mancanza di voglia delle persone di migliorare, la sporcizia nelle strade e le persone che scelgono una vita criminale, pericolosa, che poi sono quasi sempre non istruite e quindi non si sono potute scegliere il futuro. Dirò anche questo al Capo dello Stato».

Già, perché Anna, a soli 12 anni, sarà insignita dal Presidente della Repubblica al Quirinale del titolo di “Alfiere della Repubblica”. Sarà premiata insieme ad altri 28 adolescenti per essersi particolarmente distinti, tra gli altri, in attività di volontariato o in attività culturali, scientifiche, artistiche e sportive. Nella fattispecie, Anna si occupa della mensa per i poveri del suo quartiere e si prodiga per gli anziani.

«Spesso vengo criticata dai miei coetanei perché non mi sto mai zitta. Non posso vedere le ingiustizie. Mi hanno criticato anche quando ho difeso un bambino con difficoltà che veniva preso in giro. I bulli alla fine sono ragazzi più deboli perché non comprendendo il loro dolore e lo trasformano solo in rabbia. Invece il dolore è un’emozione da condividere con gli altri e non da accumulare».

Così giovane, così nobile d’animo. Anna è la prova che nel futuro c’è speranza. Desidera per sé e per i suoi coetanei una città migliore.

«Presidente Mattarella, aiutami a combattere per portare l’istruzione nel mio quartiere a San Giovanni a Teduccio. Vedo tanti ragazzini della mia età che non vanno a scuola. Dobbiamo impegnarci tutti per le periferie di Napoli». 

Questo è ciò che dirà al Quirinale il 13 Marzo, nella speranza che la sua città le possa garantire un futuro da pediatra per aiutare chi è meno fortunato di lei.

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Sarei Acciaio, se fossi un materiale, intendo. Se potessi scegliere quale, sarei acciaio inox, brillante luminoso e resistente - anche alla corrosione - che, seppur non avanguardista come il corten, è sempre adatto, in ogni occasione. Invece sono una semplice lega ferro-carbonio, ma mi piaccio così: - ho la giusta percentuale di carbonio, quella che riesce a mediare fragilità e duttilità e quindi mi snervo, mi incrudisco e spero di non spezzarmi mai; - sono resiliente - sono instabile a volte, specie se mi arriva un forte colpo dall'alto, ma di solito, dopo un attimo di assestamento, torno in me e resisto; - ho mille sfaccettature e forme, posso essere una barra, un profilato o una lamiera; - sono attratta dai miei simili, che siano giunti o giunzioni e quei pochi che mi ispirano di più li tengo ben saldi a me; - so stare sola, ma splendo di più accanto al vetro o a dei pannelli di castagno; - amo il caldo e pure il freddo non mi spaventa, mi adatto a tutte le situazioni; - sono tenace e anche leggera. Se fossi un materiale sarei Acciaio e ora sapete anche il perché.