Allarme nel Napoletano: due studenti avrebbero costruito una bomba
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Allarme nel Napoletano: due studenti avrebbero costruito una bomba – I due avrebbero manifestato una presunta adesione ideologica all’Isis e avviato contatti con ambienti riconducibili a contesti eversivi di matrice jihadista. È questo il grave sospetto al centro di un’indagine condotta dalla Digos a Napoli, che nei giorni scorsi ha portato a perquisizioni e sequestri in due abitazioni dell’area metropolitana.
Al momento sotto inchiesta non ci sono soggetti stranieri o arrivati di recente sul territorio, ma due ragazzi napoletani, appartenenti a famiglie italiane e ben integrate nel tessuto sociale. Si tratta di un minorenne e di un giovane di 18 anni, che ne aveva 17 all’epoca dell’avvio della presunta radicalizzazione. Entrambi sono studenti di istituti tecnico-professionali, figli di lavoratori incensurati, estranei a qualsiasi circuito estremista.
Allarme nel Napoletano: due studenti avrebbero costruito una bomba con adesione ideologica all’Isis
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, i due avrebbero consultato materiale online riconducibile alla propaganda jihadista. Successivamente avrebbero partecipato a una forma di autoaddestramento ideologico. Dunque una serie di elementi che hanno portato gli investigatori a intervenire con un blitz mirato, culminato nel sequestro di telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici ritenuti utili per le indagini.
Le verifiche riguardano chat, profili social, file multimediali, appunti e fotografie, nel tentativo di accertare l’eventuale coinvolgimento dei due giovani in attività con finalità terroristiche.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda quanto rinvenuto nell’abitazione del ragazzo maggiorenne. Oltre ai dispositivi elettronici, gli agenti avrebbero trovato anche biglie di metallo. Sono in corso accertamenti per verificare se il giovane stesse tentando di realizzare un ordigno artigianale, ipotesi che, al momento, resta al vaglio degli inquirenti.
Le accuse ipotizzate sono particolarmente gravi: autoaddestramento con finalità eversive, terrorismo e adesione ai meccanismi di reclutamento della jihad. Alla luce emergerebbe un quadro che – secondo gli investigatori – andrebbe ben oltre una semplice curiosità o una fruizione passiva di contenuti estremisti online. L’inchiesta è seguita dalla Procura per i minorenni di Napoli mentre le indagini procedono in parallelo, con il supporto operativo della Digos.
Tutto avrebbe avuto origine dal monitoraggio del web, da tempo sotto osservazione per la diffusione di contenuti sensibili legati all’estremismo. Un’attività investigativa che avrebbe portato a individuare due profili ritenuti a rischio radicalizzazione, facendo scattare l’allarme su due famiglie della borghesia napoletana.
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