Agguato alla Sanità, ucciso il boss Esposito

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Agguato alla Sanità, ucciso con colpi di arma da fuoco il boss Pietro Esposito, capo del clan omonimo; ferito anche un passante, è grave

Tutto accade intorno alle 16 e 30 di questo pomeriggio, nel rione Sanità. Pietro Esposito, 45 anni, incontrastato boss della zona, detto “Pierino”, era a bordo del suo scooter T-max, quando, giunto a Piazza Sanità, trova un commando della morte, pronto ad agire.

Esposito deve essersi accorto che qualcosa non quadrava, abbandona infatti lo scooter su uno dei dissuasori di sosta in granito, dove poi sarà ritrovato, e ingaggia una disperata fuga a piedi per i vicoli del quartiere.

A nulla è servito questo suo tentativo di dileguarsi, l’uomo viene raggiunto da due colpi di arma da fuoco, prima al torace poi alla testa, una vera e propria esecuzione.

Non sono stati solo due, però, i colpi esplosi dai killer; nella loro traiettoria si è anche trovato Giovanni Catena, 29 anni, dipendente del pub «il Pocho», che stava raggiungendo il cassonetto per gettare l’immondizia: un proiettile infatti lo colpisce all’addome.

Partono i soccorsi dopo una telefonata anonima al 118, per Esposito nulla da fare,  è vittima di questo agguato, muore sul colpo; Catena invece viene immediatamente trasportato al pronto soccorso del vecchio Pellegrini, dove viene operato, le sue condizioni sono critiche.

L’agguato è da inquadrare nella lotta tra due quartieri, la sanità degli Esposito e la Forcella dei Giuliano-Sibillo-Brunetti .

Esposito non era nuovo alle esecuzioni, suo figlio Ciro, 21 anni, fu ucciso con nove colpi il 7 Gennaio 2015, proprio a pochi passi da dove oggi è morto il padre.