ACCADDE OGGI – 1994, Don Peppe Diana ucciso dalla camorra

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#ACCADDEOGGI – Ventisei anni fa, nel 1994, il parroco di Casal di Principe, Don Peppe Diana, fu ucciso dalla camorra mentre celebrava messa

ACCADDE OGGI, 19 MARZO 1994 – Il 19 marzo, oltre ad essere la “Festa del Papà”, in Campania si festeggia la giornata della Festa della Legalità. Proprio in questo giorno, ventisei anni fa, moriva Don Peppe Diana, brutalmente ucciso dalla camorra.

Giuseppe Diana, originario di Casal di Principe, divenne parroco della chiesa di San Nicola di Bari nel 1989. Proprio negli stessi anni, il clan dei Casalesi era in ascesa,  sotto il controllo del boss Francesco Schiavone – detto Sandokan.

Don Diana divenne punto di riferimento per i suoi fedeli, dedicandosi alla lotta contro la camorra e contro i soprusi del potere criminale. Più volte, dall’altare, denunciava l’assenza delle istituzioni sul territorio dilaniato di Casal di Principe.

Culmine della sua battaglia fu la scrittura di un trattato dal titolo «Per amore del mio popolo non tacerò». Un vero e proprio testamento spirituale, l’estremo urlo di un uomo coraggioso e stanco di vivere in un mondo in cui si diventa vittime o carnefici di camorra.

«Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare».

In questa frase si racchiude l’impegno di Peppino Diana contro il sistema camorristico. La sua era una lotta non violenta; una lotta che avesse al centro un’educazione basata sul valore universale della vita, l’amore.

L’omicidio

Il prete dell’antimafia entra, così, nel mirino del clan dei Casalesi. Il 19 marzo 1994, Don Peppe Diana fu brutalmente ucciso dalla camorra. Cinque proiettili raggiunsero il prete per mano di un solo uomo: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo.

L’agguato non fu un semplice omicidio. Il killer raggiunse Don Diana all’interno della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, poco prima di celebrare messa. Non fu un semplice omicidio; fu la vittoria del totalitarismo della camorra.

«Don Peppe Diana era un camorrista»

Purtroppo, poco dopo l’assassinio, si cercò di depistare le indagini, infangando la figura di Peppe Diana. Alcuni giornali locali lo accusarono di essere frequentatore di prostitute, pedofilo. Addirittura, comparirà in prima pagina il titolo «Don Diana era un camorrista».

Solo dopo tanti anni si è giunti alla verità. Il camorrista Nunzio De Falco, il 30 gennaio 2003, venne condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio. Più di un anno dopo, la Corte di Cassazione ha condannato all’ergastolo Mario Santoro e Francesco Piacenti come coautori dell’omicidio.

Don Peppe Diana, però, fu ammazzato due volte: dalla camorra e dall’opinione pubblica.

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