Casa dell’Acqua a Camposano, nel nolano

Casa dell'Acqua
La Casa dell'Acqua di Camposano

Casa dell’Acqua da ieri a Piazza I Maggio. L’obiettivo è ridurre i costi e il consumo di bottiglie di plastica

L’Italia, si sa, è sempre stato un paese che all’acqua del rubinetto preferisce quella minerale in bottiglia.

Eppure, più di una ricerca ha mostrato che il prezioso liquido che fuoriesce dai rubinetti di casa è di qualità quasi sempre superiore rispetto a quello che troviamo nelle bottiglie di plastica o in vetro che troviamo al supermercato.

I motivi sono i più disparati, ma il primo e più importante è sicuramente quello che obbliga i Comuni ad effettuare controlli quotidiani sulle falde acquifere che riempiono i nostri acquedotti, cosa che non accade, viceversa, in quelle strutture che ormai sono rinomate produttrici di acque minerali in bottiglia, per i quali i controlli vengono fatti dalle Università a scadenze talvolta anche quinquennali. Basta leggere l’etichetta per verificare quando è stato effettuata l’ultima analisi dall’apposito dipartimento.

Proprio per ridurre i consumi d’acqua in bottiglia, risparmiare sui costi e diminuire la quantità abnorme di plastica che ogni giorno siamo costretti a riciclare, da qualche tempo in Italia stanno nascendo le cosiddette Case dell’Acqua, distributori appositi con i quali a pochi eurocent è possibile comprare acqua buona, frizzante e controllata.

Ieri una Casa dell’Acqua è stata inaugurata a Camposano, nel nolano.

Il progetto nasce da una sinergia fra la Gori e il Comune di Camposano, utilizzando fondi provinciali messi a disposizione dall’ex-Provincia di Napoli, ora Città Metropolitana.

L’acqua proviene dall’acquedotto e sulla qualità e sicurezza garantisce il Gestore. Per quanto riguarda i costi, è possibile acquistare un litro d’acqua a temperatura ambiente a 3 centesimi di euro; un litro refrigerato a 5 eurocent e un litro frizzante e refrigerato a 7 centesimi.

Costi irrisori che costituiscono un bel risparmio sulla spesa quotidiana delle famiglie, visto che nel calcolo non va soltanto tenuto in considerazione il costo di un blister d’acqua, ma anche i gravami derivanti dallo stoccaggio e riciclaggio delle bottiglie di plastica, i quali ricadono inevitabilmente sulle nostre tasse.

Il distributore è a Piazza I Maggio, ora si spera che il gestore ne apra degli altri anche nelle città vicine.