I pescatori dell’Adriatico non ci stanno e si uniscono alle proteste
I pescatori dell'Adriatico non ci stanno e si uniscono alle proteste degli ultimi giorni, anche questi chiedono: sconto al gasolio
I pescatori dell’Adriatico si uniscono alle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori:
Pescherecci fermi in numerosi porti italiani uniti per protestare contro il caro-gasolio e le politiche europee, che riducono i giorni di pesca e moltiplicano gli obblighi a carico delle imprese. L’epicentro della mobilitazione è nell’Alto Adriatico, proprio la marineria di San Benedetto del Tronto, uno dei cuori pulsanti della pesca italiana, stamani era in prima fila nella protesta.
I costi del gasolio incidono per il 60-80% dei ricavi delle battute di pesca
Dopo il fermo di pesca, come riportato da Fanpage.it, i pescatori si sono in un certo modo autotassati: per 4 settimane sono usciti a pesca solo due giorni a settimana, cercando in questo modo di tagliare i costi, di limitare l’offerta, per far risalire il prezzo del pescato all’asta.
Purtroppo però si son resi conto che nonostante abbiano ridotto a otto i giorni di uscita in mare al mese, invece dei soliti dodici, gli incassi mancano e pesano sulle famiglie.
Cosa chiedono le marinerie dell’Adriatico al governo
Tante le necessità dei gruppi di pescatori che rivolgono al governo le loro richieste. In primo luogo uno sconto immediato all’erogatore del carburante poiché, pur usando il gasolio da trazione per la pesca, quindi senza Iva e senza Accise, il prezzo è salito anche a 1.35€ al litro.
Appena un anno fa il prezzo era sui 0,65€ al litro, mentre oggi in Sicilia il costo arriva anche a 1,70€. Aggiungono poi anche la richiesta di una cassa integrazione stabile, in quanto ancora oggi hanno solo un rimborso di 30€ al giorno, erogato annualmente tramite le Capitanerie.
“Seguiamo con favore la protesta dei camionisti”
I pescatori, che si sono espressi con i colleghi di Fanpage.it, hanno affermato il loro appoggio all’azione di protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori del sud. La protesta di oggi non è una solo parentesi, ma sono disposti a continuare con lo sciopero finché la loro voce non sarà accolta e ascoltata.
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