2 Luglio 2026

Morte Matteo Carfora: la famiglia contesta l’ipotesi del suicidio

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MORTE MATTEO CARFORA

A oltre un anno dalla morte di Matteo Carfora, il ragazzo di 17 anni precipitato dal terzo piano della sua abitazione a Maddaloni il 9 aprile 2025, la famiglia continua a respingere l’ipotesi del suicidio. I familiari, attraverso l’avvocato Sergio Pisani, si sono opposti alla richiesta di archiviazione, sostenendo che gli elementi raccolti finora non dimostrerebbero in modo convincente che il giovane si sia tolto la vita. Secondo la difesa, sarebbero emerse diverse anomalie incompatibili con la ricostruzione finora seguita dagli investigatori. Tra queste viene indicata la posizione del corpo, ritenuta non coerente con una caduta dalla finestra dalla quale Matteo sarebbe precipitato. L’avvocato ipotizza quindi che possano essere valutati scenari alternativi, compresa la possibilità di un intervento di altre persone o di una messa in scena finalizzata a simulare un suicidio.

Un altro elemento ritenuto significativo riguarda alcune fotografie scattate dalla cugina del ragazzo subito dopo la tragedia. Le immagini mostrerebbero presunte tracce di sangue all’interno del palazzo, in particolare nell’androne, sulle scale e sui davanzali. Secondo la famiglia potrebbero far pensare che il 17enne stesse tentando di fuggire da qualcuno prima della caduta. Questo materiale sarà inserito nel fascicolo delle indagini difensive.
La difesa evidenzia inoltre che non ci fu l’autopsia e che sul luogo della tragedia non intervenne un medico legale per effettuare rilievi specialistici. Anche la posizione delle braccia del ragazzo risulterebbe inconsueta rispetto a quella normalmente riscontrata nei casi di precipitazione volontaria.

Per questi motivi la famiglia chiede che vengano svolti nuovi accertamenti e che siano prese in considerazione tutte le possibili ricostruzioni dei fatti, senza limitarsi all’ipotesi del suicidio. Al momento, però, non esistono conclusioni giudiziarie diverse. Le tesi avanzate dai familiari rappresentano richieste investigative ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

FONTE: Fanpage