22 Giugno 2026

Giovanni Malagò è il nuovo presidente FIGC: plebiscito alle elezioni, battuto nettamente Abete

L'ex numero uno del CONI stravince con oltre il 68% delle preferenze. Succede a Gabriele Gravina e guiderà il rilancio del calcio italiano dopo il terzo flop Mondiale consecutivo.

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Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC

L’ex numero uno del CONI stravince con oltre il 68% delle preferenze. Succede a Gabriele Gravina e guiderà il rilancio del calcio italiano dopo il terzo flop Mondiale consecutivo.

Il calcio italiano volta ufficialmente pagina. Giovanni Malagò è il nuovo presidente FIGC. L’esito dell’assemblea elettiva, svoltasi a Roma presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria, ha sancito una vittoria schiacciante per l’ex numero uno del CONI, che ha superato il rivale Giancarlo Abete con un distacco nettissimo, ben oltre le previsioni della vigilia.

Malagò succede a Gabriele Gravina, rimasto in carica per quasi otto anni e dimissionario nei mesi scorsi in seguito alla terza, storica mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali di calcio.

I numeri del voto: un successo a largo margine per Malagò

I delegati presenti hanno espresso un orientamento chiaro, premiando il programma di profondo rinnovamento strutturale presentato dal dirigente romano. Su un totale di 502,946 voti validi espressi (erano assenti solo sette delegati rispetto al quorum potenziale), la soglia della maggioranza assoluta fissata a 252 voti è stata ampiamente superata.

Questi i dati ufficiali dello scrutinio:

  • Giovanni Malagò: 343,084 voti (68,58%)
  • Giancarlo Abete: 145,936 voti (29,17%)
  • Schede bianche: 11,272 voti (2,25%)

A sostenere in modo compatto il neo presidente FIGC è stato l‘asse strategico composto dalla Lega Serie A, dalla Lega Serie B, dall’Assoallenatori (AIAC) e dall’Assocalciatori (AIC). Giancarlo Abete, già alla guida della Federcalcio tra il 2007 e il 2014, ha incassato principalmente il blocco di voti della Lega Nazionale Dilettanti (LND), di cui è presidente, che non è però bastato a frenare l’onda del cambiamento.

Il commiato di Gravina e i nuovi equilibri in Consiglio FIGC

Prima del via alle operazioni di voto, l’ex presidente uscente Gabriele Gravina ha tenuto un lungo discorso di commiato di fronte all’assemblea, ricordando l’assegnazione di Euro 2032 ma avvertendo il sistema sulle riforme impellenti legate agli stadi. “Prendetevi cura del calcio”, sono state le sue ultime parole prima di lasciare la poltrona più importante di Via Allegri.

Contestualmente all’elezione del presidente, è stato definito anche il nuovo Consiglio Federale. Tra i consiglieri confermati per la Lega Serie A spiccano nomi di primissimo piano come Beppe Marotta e Giorgio Chiellini, segnale forte di come i top club vogliano incidere in prima persona nelle decisioni future.

Cosa cambia adesso? Dal nuovo CT alla riforma dei campionati

La vittoria di Malagò apre immediatamente i tavoli di lavoro più urgenti per i vertici del pallone italiano. Le prime dichiarazioni del neo eletto tracciano la rotta: “Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano”.

I nodi cruciali da sciogliere sin dai prossimi giorni saranno tre:

  1. La panchina della Nazionale: Con l’addio definitivo alla gestione precedente, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Roberto Mancini come Commissario Tecnico per avviare il nuovo ciclo azzurro.
  2. Sostenibilità finanziaria e infrastrutture: Il neo presidente FIGC dovrà dialogare strettamente con il Governo e la politica per sbloccare la burocrazia legata all’ammodernamento degli impianti sportivi in vista degli Europei.
  3. Riforma della giustizia sportiva e dei campionati: Un tema caro a Malagò per snellire i processi e dare maggiore stabilità ai campionati professionistici.

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