Pintauro 1785: non solo pasticceria ma un’attività ricca di sorprese innovative
Napoli riscopre la sua identità con la nuova impresa etica tra tradizione e innovazione
Crediti: Pintauro 1785
Napoli – Il 23 marzo scorso ha riaperto i battenti Pintauro 1785, una delle più antiche e celebri pasticcerie di Napoli, restituendo alla città un luogo simbolo della sua identità gastronomica e culturale.
La riapertura di questa storica attività ha suscitato grande entusiasmo in città.
Tantissimi napoletani si sono riversati fin da subito presso la sede di via Toledo per assaporare le calde sfogliatelle e riappropriarsi di un luogo tanto caro ai cittadini partenopei. Non solo sfogliatelle ma anche dolci legati alla stagionalità e alcuni prodotti salati da forno.
Sui social e tra le strade del centro sono riemersi, fin da subito, i celebri modi di dire legati al marchio — “ten’ a folla Pintauro” e “si fruscia Pintauro” —; insieme a immagini e racconti che testimoniano il valore storico e affettivo del locale.
Pintauro 1785, un progetto che unisce memoria, artigianato e impegno sociale
La riapertura si è trasformata rapidamente in un evento cittadino, segnando la rinascita di uno spazio storico riportato a nuova vita grazie all’intervento di restauro e al progetto di recupero dell’immagine curati da Keller Architettura e Officina Keller. Un’operazione che ha contribuito a valorizzare non solo il locale, ma l’intero contesto urbano circostante.
Rilanciata dall’imprenditore napoletano Francesco Bernardo, insieme al socio Davide Piterà — che ricopre anche il ruolo di direttore — Pintauro 1785 non è soltanto una pasticceria; ma si propone come un progetto innovativo volto a restituire alla città un patrimonio storico e culturale rinnovato.
Come hanno sottolineato lo stesso Francesco Bernardo e l’architetto Antonio Martiniello (Keller Architettura e Officina Keller); il progetto Pintauro 1785 non è mai stato semplicemente un’operazione di riapertura commerciale.
“Spinti dalla volontà di imprimere un segno contemporaneo a un luogo che appartiene profondamente alla memoria collettiva della città, abbiamo dato vita a un progetto di rigenerazione culturale, artigianale e sociale.” spiegano.
“La visione d’impresa condivisa con Francesco Bernardo – chiosa Antonio Martiniello – ha puntato a rinnovare un elemento fondamentale dell’identità napoletana, promuovendolo attraverso un’iniziativa caratterizzata da una forte componente etica. L’idea iniziale, infatti, non era soltanto quella di rilanciare un’attività iconica; ma di farlo mettendo al centro i valori del lavoro, della tradizione, della trasmissione del sapere e del rapporto con il territorio.”
Il progetto Pintauro 1785: una visione contemporanea
Il progetto Pintauro 1785 prevede, dunque, la creazione di laboratori sociali rivolti ai giovani, alle associazioni del quartiere e alle realtà culturali e sociali napoletane; ma anche — in prospettiva — a viaggiatori e visitatori desiderosi di vivere un’esperienza autentica; entrare in contatto con il sapere artigianale che si cela dietro un prodotto simbolo come la “sfogliatella”.
“Non si tratta soltanto di tramandare una ricetta ma di trasmettere una vera e propria cultura del fare; con l’obiettivo di diffondere il sapere artigianale e rendere la tradizione viva, accessibile e condivisa.” aggiunge Martiniello.
Pintauro 1785 si propone dunque non solo come un luogo in cui acquistare un prodotto, ma anche come spazio in cui si tramanda un mestiere.
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