4 Aprile 2026

Colpo al clan Mazzarella: arrestato il boss latitante in un resort di lusso

I Carabinieri lo hanno trovato dopo un anno e tre mesi di latitanza in una nota località della Costiera.

repertorio

qualiano 18enne arrestato

BOSS CLAN MAZZARELLA ARRESTATO – Finisce la fuga di Roberto Mazzarella, considerato dagli inquirenti uno degli esponenti di spicco dell’omonimo clan e tra i latitanti più pericolosi d’Italia. Il blitz, scattato alle prime luci dell’alba, ha messo fine a mesi di ricerche coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

L’arresto in Costiera: una latitanza dorata

Il boss non si nascondeva in angusti bunker sotterranei, ma godeva dei comfort di un esclusivo resort di lusso situato in una nota località della Costiera. Gli uomini dell’Arma dei Carabinieri lo hanno sorpreso all’interno della struttura, dove risiedeva sotto falsa identità. Cercava di mimetizzarsi tra i numerosi turisti d’élite della zona, ma non è sfuggito agli occhi attenti delle autorità.

Al momento dell’irruzione, l’uomo non ha opposto resistenza. I militari hanno proceduto al sequestro di dispositivi informatici e documenti che potrebbero rivelarsi fondamentali per ricostruire la rete di fiancheggiatori che ha favorito la sua latitanza.

Chi è Roberto Mazzarella: il ruolo nel clan

Roberto Mazzarella è ritenuto una figura chiave negli equilibri della criminalità organizzata napoletana. Il clan Mazzarella, storicamente contrapposto all’Alleanza di Secondigliano, gestisce vasti traffici illeciti che spaziano dal centro storico di Napoli (Mercato, Case Nuove) fino ai comuni della provincia e del litorale.

L’uomo era ricercato per gravi reati, tra cui:

  • Associazione di tipo mafioso (416 bis);
  • Estorsione e traffico di sostanze stupefacenti;
  • Detenzione illegale di armi.

L’importanza dell’operazione per la sicurezza pubblica

La cattura di Mazzarella rappresenta un successo investigativo di enorme rilievo. Le autorità sottolineano come lo smantellamento dei vertici del clan sia prioritario per restituire legalità a zone di Napoli martoriate dalla pressione criminale.

L’operazione conferma inoltre la capacità dello Stato di monitorare anche i flussi turistici e le strutture ricettive di alto profilo, spesso utilizzate dai latitanti per sfuggire ai controlli nei quartieri d’origine.

Fonte: Fanpage.it

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