13 Marzo 2026

Maxi frode da 500 milioni tra Napoli e Caserta

Fonte: Guardia di Finanza

Maxi frode da 500 milioni tra Napoli e Caserta

Maxi frode da 500 milioni tra Napoli e Caserta – Maxi operazione contro una presunta frode IVA nel settore informatico. I Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Caserta hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 32 milioni di euro.

Sono ben cinque le società ritenute coinvolte in un articolato schema di frode fiscale internazionale.

Maxi frode da 500 milioni tra Napoli e Caserta: la ricostruzione dell’accaduto

L’operazione rappresenta uno sviluppo di una più ampia indagine avviata nel marzo 2023. Tale indagine ha preso di mira una presunta rete criminale specializzata in frodi carosello IVA intracomunitarie nel commercio di prodotti elettronici e consumabili per stampanti.

Secondo quanto emerso dagli investigatori, l’organizzazione coinvolgerebbe complessivamente 64 indagati, operanti principalmente nella provincia di Napoli. Al centro dell’indagine vi sarebbe un sistema fraudolento basato su società spesso prive di una reale struttura imprenditoriale e formalmente intestate a prestanome.

Queste società sarebbero state utilizzate per: simulare operazioni commerciali, emettere fatture per operazioni inesistenti, generare crediti IVA fittizi. Il tutto studiato per ridurre artificialmente il carico fiscale delle società coinvolte. Secondo gli inquirenti, il sistema si sarebbe esteso anche a diversi Paesi dell’Unione europea, tra questi Paesi Bassi, Germania, Romania e Ungheria. Le società estere sarebbero state utilizzate per avviare e sostenere operazioni commerciali fittizie e rendere più difficile la ricostruzione dei flussi finanziari.

Le indagini avrebbero portato alla scoperta di fatture per operazioni inesistenti per oltre 500 milioni di euro.

Alla luce degli elementi raccolti, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo fino alla concorrenza di oltre 32 milioni di euro. Tale somma riguarda: partecipazioni societarie in cinque società coinvolte, quattro complessi aziendali e un capannone industriale a Somma Vesuviana.

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