13 Marzo 2026

Addio a Bruno Contrada: è morto a 94 anni

Morto Bruno Contrada, ex dirigente di polizia e numero tre del Sisde: aveva 94 anni

Facebook

bruno contrada morto

Si è spento a Palermo, all’età di 94 anni, Bruno Contrada: la sua dipartita chiude uno dei capitoli più complessi, divisivi e tormentati della storia giudiziaria e istituzionale italiana.

Napoletano di nascita ma palermitano d’adozione, Contrada è stato un alto funzionario, ma anche il simbolo vivente di un’epoca in cui i confini tra Stato, servizi segreti e criminalità organizzata sono stati oggetto di indagini serrate.

Morto Bruno Contrada: ecco chi era

La carriera di Bruno Contrada si è sviluppata lungo un trentennio cruciale per la Sicilia. Entrato in polizia, scalò rapidamente le gerarchie grazie a una profonda conoscenza del territorio e delle dinamiche mafiose, diventando un punto di riferimento per le indagini a Palermo.

Contrada è passato da dirigente di polizia ad alto funzionario dei servizi segreti nell’arco di un trentennio. Dopo un’accusa di concorso esterno alla mafia, ha scontato una condanna a 12 anni di carcere fino al 2012. 

Bruno Contrada: un’odissea giudiziaria tra condanne e ricorsi

Il declino ebbe inizio il 24 dicembre 1992: l’arresto di Contrada con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa scosse le fondamenta dello Stato.

Venne condannato a 10 anni di carcere il 5 aprile ’96, sentenza poi ribaltata in Corte d’appello il 4 maggio 2001: assolto. La Cassazione rinviò gli atti a Palermo, seguì poi una nuova condanna a 10 anni nel 2006, dopo 31 ore di Camera di consiglio della Corte d’appello palermitana. L’anno successivo arrivò la conferma della Cassazione.

Il fine pena arrivò nell’ottobre 2012, dopo aver scontato la condanna tra carcere e arresti domiciliari.

Contrada non accettò mai il marchio di colluso. La sua battaglia si spostò a Strasburgo, presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La CEDU stabilì che Contrada non avrebbe dovuto essere condannato per concorso esterno perché, all’epoca dei fatti contestati (1979-1988), tale reato non era “sufficientemente chiaro”.

Dopo un’altra lunga battaglia giudiziaria, la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo accolse la domanda di Contrada di riparazione per ingiusta detenzione riducendo l’entità dell’indennizzo a 285.342 euro. Sentenza poi confermata dalla Cassazione nel 2023.

LEGGI ANCHE: https://napoli.zon.it/gragnano-un-uomo-pesta-e-minaccia-la-compagna-incinta/

Potrebbe interessarti anche: Estorsione in un cantiere a Bacoli: arrestato 31enne

Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime notizie, seguici anche sulla nostra pagina Facebook Napoli ZON: C L I C C A Q U I. Oppure seguici anche sui nostri profili X e  I n s t a gr a m.