Donna accoltellata sul bus, il racconto di chi ha fermato l’aggressore
Il racconto di chi ha fermato l'aggressore sul bus.
DONNA ACCOLTELLATA SUL BUS, IL RACCONTO DI CHI HA FERMATO L’AGGRESSORE
Clamorosa aggressione in Via Simone Martini al Vomero nella serata di giovedì. Un uomo di 39 anni con evidenti problemi di disordine mentale ha accoltellato senza motivo una giovane ragazza di 32 anni sull’autobus. Alessia Viola, avvocato di Napoli era di ritorno da una giornata lavorativa quando è stata avvicinata da Antonio Meglio, originario del quartiere di Pianura.
È stato prezioso e tempestivo l’intervento dei Carabinieri, giunti sul posto per prestare soccorso alla vittima ed arrestare l’uomo. Al momento dell’arrivo delle forze dell’Ordine la ragazza aveva già subito due tagli al volto, uno nell’area sotto ciliare dell’occhio ed un altro al seno mascellare.
Donna accoltellata sul bus.
Fondamentale il contributo di Mauro Marraffino, iscritto all’associazione dei Carabinieri e da anni al servizio dell’Arma. L’uomo ha raccontato con orgoglio ed anche commozione la vicenda ai microfoni di Napolizon:
“Abito a duecento metri dal luogo della tragedia. Avevamo da poco finito di cenare e mia figlia ha sentito forti urla provenire dalla strada. Sono sceso immediatamente per prestare aiuto. Sul bus erano saliti sei carabinieri in difficoltà. L’aggressore era palesemente uno schizofrenico ed in quanto tale può farsi male o uccidere”.
Il coraggio di fermare l’uomo ha prevalso sulla paura:” La ragazza era insanguinata e minacciata dal coltello. Ho cercato di tranquillizzare Antonio. Ci conosciamo – gli ripetevo. Ho così aiutato i Carabinieri. Avevo chiesto una maglietta, il conducente dell’autobus è stato bravo a passarmi una bottiglia di acqua da due litri. Ho mantenuto la lucidità necessaria per far abbassare il coltello e tirarmi già dalla vettura la ragazza. Così i Carabinieri sono riusciti a fermare l’aggressore ed arrestarlo. All’uscita dall’autobus, lo squilibrato ha urlato e giustificato l’accaduto per attirare l’attenzione di Nicola Gratteri, magistrato e Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Momenti di grande tensione sul luogo con tante persone che avrebbero preferito il linciaggio. E cercavano di coordinare le operazioni di soccorso. Mauro Marraffino racconta l’epilogo della vicenda: “Sono stato male per un’oretta dopo aver vomitato. Successivamente sono passato in ospedale e ho saputo che la ragazza in codice giallo, era fuori pericolo di vita“. Una tragedia sfiorata grazie al contributo indispensabile di Mauro e dei militari dell’Arma.
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