Voto finale legge elettorale, 227 sì alla Camera: cosa cambia e come si voterà
Via libera definitivo alla riforma che supera il Rosatellum: sistema proporzionale, premio di 105 seggi sopra il 42%, ritorno delle preferenze e indicazione del candidato premier.
La Camera ha approvato definitivamente la nuova legge elettorale con 227 voti favorevoli
Il voto finale sulla legge elettorale si è concluso con il via libera definitivo della Camera. Montecitorio ha approvato la riforma con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine dello scrutinio segreto. Si chiude così l’iter parlamentare del nuovo sistema elettorale, chiamato “Stabilicum” dalla maggioranza e “Melonellum” dalle opposizioni, che modifica profondamente il meccanismo utilizzato per eleggere Camera e Senato.
La novità principale è il passaggio a un sistema a prevalente base proporzionale, corretto da un premio destinato alla lista o coalizione che raggiunga determinate condizioni. Ma cambiano anche le modalità con cui gli elettori potranno scegliere i candidati, tornano le preferenze e viene introdotta l’indicazione del candidato alla Presidenza del Consiglio.
Voto finale legge elettorale: 227 sì e 164 no
La votazione definitiva si è tenuta giovedì 8 ottobre alla Camera. Dopo le dichiarazioni dei gruppi parlamentari, l’Aula ha votato a scrutinio segreto: 227 deputati hanno detto sì e 164 hanno votato contro.
Nei giorni precedenti il governo aveva posto e ottenuto tre voti di fiducia sugli articoli modificati durante l’iter parlamentare. La terza fiducia era stata approvata con 228 sì, 144 no e tre astenuti. Con il voto finale si conclude quindi il passaggio parlamentare della riforma.
Nuova legge elettorale: come funziona il premio al 42%
Uno dei punti centrali riguarda il premio di governabilità. Il nuovo sistema prevede un premio fisso di 105 parlamentari:
- 70 deputati alla Camera;
- 35 senatori al Senato.
Per ottenerlo, la stessa lista o coalizione deve risultare la più votata a livello nazionale in entrambe le Camere e raggiungere almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato. Se queste condizioni non vengono soddisfatte, il premio non viene attribuito e i seggi vengono distribuiti con il sistema proporzionale.
Quanti seggi può ottenere chi vince
La nuova legge stabilisce anche un limite al numero complessivo di parlamentari che la forza vincente può ottenere sommando quota proporzionale e premio. Il tetto è fissato a 220 deputati alla Camera e 113 senatori al Senato.
Il premio, quindi, non garantisce automaticamente un numero illimitato di seggi alla coalizione che supera il 42%.
Tornano le preferenze: come sarà la scheda
Un’altra delle novità più rilevanti riguarda il ritorno delle preferenze. Nei collegi plurinominali la lista è composta da sette candidati, compreso un capolista. L’elettore potrà esprimere fino a tre preferenze tra gli altri candidati della lista, rispettando le regole previste sull’alternanza di genere. Il sistema resta però misto sotto questo profilo perché il capolista è bloccato: non deve quindi essere scelto attraverso la preferenza.
È una delle differenze più significative rispetto al Rosatellum, dove l’elettore non poteva esprimere preferenze per i candidati delle liste proporzionali.
Il candidato premier sarà indicato, ma non sulla scheda
La riforma prevede inoltre che le forze politiche indichino la persona che intendono proporre al Presidente della Repubblica per l’incarico di Presidente del Consiglio.
Il nome deve essere comunicato insieme al programma elettorale, ma non comparirà sulla scheda e non si tratta quindi di un’elezione diretta del premier. Restano ferme le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica nella nomina del Presidente del Consiglio.
Le soglie di sbarramento
Restano alcune delle soglie già conosciute con il precedente sistema. Per partecipare alla distribuzione dei seggi è prevista una soglia del 3% per le singole liste e 10% per le coalizioni.
Il meccanismo mira quindi a mantenere una componente proporzionale evitando, al tempo stesso, una frammentazione eccessiva della rappresentanza parlamentare.
Più firme per presentarsi alle elezioni
Cambiano anche le regole per le formazioni che non dispongono già di una rappresentanza parlamentare sufficiente. La soglia per la raccolta delle firme arriva fino a 6.000 sottoscrizioni per collegio plurinominale per le liste interessate dall’obbligo. Il tema è stato uno dei punti più discussi durante l’iter parlamentare.
Sono previste specifiche esenzioni e regole differenti a seconda della presenza già acquisita in Parlamento.
Voto ai fuori sede: cosa cambia
La riforma interviene anche sul voto dei cittadini fuori sede. Per motivi di studio o lavoro sarà possibile chiedere di votare nel comune di domicilio temporaneo quando la permanenza raggiunge almeno nove mesi.
Per chi si trova fuori dal proprio territorio per motivi di cura il requisito scende invece a tre mesi. Durante il passaggio parlamentare la disciplina è stata estesa anche ai caregiver in determinate condizioni.
Cosa cambia rispetto al Rosatellum
La differenza più evidente riguarda l’impianto generale.
Il Rosatellum combinava una quota maggioritaria con collegi uninominali e una quota proporzionale. La nuova legge porta invece il sistema verso una struttura prevalentemente proporzionale, alla quale può aggiungersi il premio di governabilità quando vengono rispettate le condizioni previste.
Cambiano inoltre la scelta dei candidati con il ritorno delle preferenze, il meccanismo del premio e l’indicazione preventiva della persona proposta per Palazzo Chigi.
Stabilicum o Melonellum: perché si chiama così
La legge viene indicata con due nomi diversi nel dibattito politico.
La maggioranza utilizza “Stabilicum”, richiamando l’obiettivo dichiarato di favorire la stabilità degli esecutivi. Le opposizioni la definiscono invece “Melonellum”, collegandola politicamente al governo guidato da Giorgia Meloni.
Si tratta in entrambi i casi di denominazioni politiche e giornalistiche, non del nome formale della legge.
Legge elettorale, come voteremo alle prossime elezioni
In sintesi, il nuovo sistema prevede un voto prevalentemente proporzionale, con la possibilità di attribuire 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato alla forza che rispetta la soglia del 42% e le altre condizioni previste.
Gli elettori potranno inoltre tornare a esprimere le preferenze per i candidati, mentre partiti e coalizioni dovranno indicare in anticipo la persona che intendono proporre come Presidente del Consiglio.
Il voto finale sulla legge elettorale dell’8 ottobre segna quindi il superamento parlamentare del Rosatellum e apre la strada al nuovo sistema per le prossime elezioni politiche.
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