7 Gennaio 2026

Usa – Venezuela, il piano imperialista di Trump

Analisi sull'attacco Usa in Venezuela.

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Aumenti tariffari commerciali per la sola Cina

USA – VENEZUELA, IL PIANO IMPERIALISTA DI TRUMP

Il presidente degli Stati Uniti d’America ha una visione neoimperialista, in ottemperanza ai dettami della dottrina Monroe. Intendendo per essa il credo del presidente che la pronunciò per la prima volta oltre 200 anni fa. L’affermazione del «cortile di casa» della supremazia degli USA sull’intero continente americano. Non vi è la necessità – stando al suo modus operandi – di consultare il Congresso e in barba ad ogni termine di legge e di aspetti giuridici internazionali, di poter agire arbitrariamente di assalire un altro paese.

Il Venezuela possiede un notevole quantitativo di riserve petrolifere ostentate al mondo e il ruolo di fornitore del gregge per Cina, Russia e Iran, oltre a Cuba diviene insostenibile per Trump. Si legga in questa visione anche il sostegno delle due potenze di Pechino e Mosca al regime di Caracas.

Usa – Venezuela, ecco cosa potrà succedere

Una situazione pesante per Washington, che ha deciso di intervenire drasticamente. Il tycoon ha aumentato il pressing sul regime di Maduro già dalla scorsa estate. Il pretesto è il narcotraffico, che è una piaga pesante per il Venezuela, è vero. La problematica viene strumentalizzata e concepita per i tornaconti degli Stati Uniti in termini di gestione delle ricchezze petrolifere. Trump ha a più riprese attivato un blocco navale al largo delle coste del Venezuela. Distrutti ben trentacinque missili e droni venezuelani, causando oltre un centinaio di vittime.

Il narcotraffico come espediente per ‘avere il diritto’ di non consultare il Congresso prima di avviare un’azione militare sul territorio. Assalti alle petroliere ed attacchi mirati per distruggere e controllare il carico degli stupefacenti. Per Trump l’ormai ex presidente catturato ed arrestato Maduro era a capo del Cartel de los Soles, gruppo di trafficanti di droga riconosciuto dagli Usa come organizzazione terroristica. Pertanto negli Stati Uniti il coro della maggioranza repubblicana è unanime: alta operazione contro il terrorismo e il narcotraffico internazionale, piuttosto che un assalto a un paese sovrano. Il pensiero di Trump ora è rivolto alla Groenlandia, territorio dipendente da Copenaghen ma non controllato direttamente in ambito legislativo. La grande isola vicina al Circolo polare artico è ricca di terre rare e minerali. E Trump vorrebbe invaderla per garantire protezione in cambio di gestione delle risorse. Ma il popolo già insorge…

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