UPAS: Lucio Esposito, il rapinatore che ha rubato il cuore delle fans



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Fonte: Rai 3

UPAS: Intervista a Lucio, il rapinatore che ha rubato il cuore delle fans

Per tutti quelli che NON credono alla teoria secondo la quale il ragazzo bello e dannato, quello magari dipinto da una vena di mistero, sempre imbronciato, che sembra essere arrabbiato con il mondo e che sà il fatto suo, ha più probabilità di fare breccia nel cuore delle donne, si sbagliano di grosso.

E’ la dura verità, i cattivi ragazzi, per qualche strano motivo risultano essere più attraenti del ragazzo tranquillo e gentile, magari per la virilità che emanano e l’impressione che niente li spaventi.

Ecco, dunque, che a confermare maggiormente questa teoria siano state alcune puntate di UPAS (Un Posto Al Sole) andate in onda nel mese di Febbraio. La fiction si è dipinta di un’atmosfera più tesa e ansiogena, prendendo una piega completamente diversa da quella che conosciamo, attraverso l’entrata in scena di tre ragazzi scapestrati, Enzo, Salvo e Lucio che organizzano un piano per rapire la piccola Bianca Boschi e chiedere il suo riscatto.
Ed è proprio tra questi tre rapinatori che incontriamo Lucio, interpretato dal giovane attore Daniele Violante, alto, bruno, occhi profondi ed espressivi, il giovane malvivente parla poco, è riflessivo, tranquillo, riesce sempre a mantenere la calma evitando le discussioni sempre più frequenti tra gli altri due suoi colleghi, e riesce a ristabilire l’ordine.
Tuttavia malgrado la sua personalità mite, talvolta anche troppo silenzioso, Lucio, non è passato di certo inosservato soprattutto dal pubblico femminile di UPAS, che gli hanno subito mostrato un grande affetto e approvazione.

Dopo un mesetto dalla sua apparizione in tv conosciamo meglio Daniele, quali sono i suoi progetti futuri, com’è nata la sua passione per la recitazione, quali sono i suoi obbiettivi.
Il nostro ex rapinatore ha accettato di rispondere alla nostra intervista che di seguito viene interamente riportata.

Intervista

1. Come e quando è iniziata la tua passione per la recitazione?
<<(sorride) Avevo circa 15 anni se non sbaglio, ed era da poco uscito “Il segno della libellula”, film interpretato da Kevin Costner, destinato poi a diventare uno dei miei preferiti, ricordo che rimasi incantato, è un film davvero molto bello e mi scatenò dentro delle emozioni nuove che non avevo mai provato prima, penso che qualsiasi cosa ti consenta di provare e far provare determinate sensazioni deve essere per forza qualcosa di grande, di magico, e io volevo far parte di quella magia. Così Ho iniziato proprio a 15 anni con il teatro amatoriale, da quando ho messo per la prima volta il piede sul palco non sono riuscito più ad abbandonarlo, subito ho capito che si trattava di un amore innato quello che provavo per la recitazione. Così ho deciso di approfondire questo amore e farne la mia arte, la mia vita. Ho iniziato a studiare recitazione cinematografica, in contemporanea facevo spettacoli teatrali per le scuole (le cosiddette matinée)>>.

2)

– Quali sono i modelli ai quali ti ispiri?
<<Bhè inutile dire che Kevin Costner è diventato subito uno dei miei idoli, per quanto ne sappia quasi tutti gli adolescenti hanno un idolo, qualcuno che simboleggia la realizzazione di tutti i tuoi obbiettivi. Tuttavia crescendo, malgrado la mia continua ammirazione per l’attore, ho cercato di ispirarmi solamente a me stesso, come volevo essere, cosa volevo essere e cercare di diventarlo, il mio idolo sarei stato io, presto o tardi>>.

3)

–  Quali sono state le tue esperienze pregresse che hanno anticipato la tua prima apparizione in Upas?
<<Ho iniziato a fare cortometraggi, tra i quali “Il ritrovo di un amore” e uno in particolare ha vinto un concorso nazionale per Trenitalia scritto e recitato da me, lo trovate sul web con il nome “Viaggi(amo)” ho interpretato Masaniello in una compagnia teatrale dove abbiamo fatto una tournée. A seguire mi sono cimentato nella scrittura, un’altra mia grande passione, ho iniziato a scrivere sceneggiature per spettacoli teatrali e matinée nelle scuole, cerco di portare questi due amori di pari passo, non posso farne a meno, grazie a loro mi carico di emozioni e la cosa più gratificante è esternarli ed emozionare il pubblico>>.

4)

– Cosa ha portato di nuovo nella tua vita la partecipazione ad Upas, è cambiato qualcosa?
<<Upas è stata una grande vetrina, ho avuto la possibilità di conoscere molte persone piacevoli, come i colleghi con i quali ho condiviso il set, e altre sempre in ambito lavorativo che hanno espresso il piacere di voler lavorare con me e con i quali sto attualmente collaborando per progetti futuri. Sono davvero molto contento di questo>>.

5)

– Com’è stato interpretare Lucio, che tipo di personaggio è?
<<Lucio, al di là di quanto possa sembrare per le sue azioni, in fin dei conti è un bravo ragazzo, un ragazzo che si lascia facilmente influenzare dalle sue cattive compagnie, ma non è una cattiva persona. Interpretare questo personaggio è stato molto divertente, sarà un’esperienza che porterò sempre nel cuore>>.

6)

– Come ti sei sentito quando la gente ha iniziato a riconoscerti per strada?
<<(Sorride) In realtà è stato un colpo, non mi aspettavo davvero che qualcuno mi potesse riconoscere, ma poi è capitato che un ragazzo mi ha fermato per strada, credevo che volesse delle indicazioni ma poi mi ha chiesto di potersi fare una foto insieme a me, li per lì sono rimasto interdetto credevo volesse prendermi in giro (RIDE) poi mi ha chiesto “tu sei Lucio di UPAS?” e allora capì. E’ stato strano quando anche altre persone iniziavano a riconoscermi, alcune senza avvicinarsi magari sussurrando il mio nome mentre passavo, è emozionante, ma anche molto soddisfacente, forse ho fatto un buon lavoro dopotutto>>.

7)

– Hai qualche progetto in corso? Cosa consigli a coloro che condividono la tua stessa passione?
<<Si stiamo lavorando ad alcuni progetti, grazie ad alcuni colleghi che ho avuto il piacere di incontrare proprio sul set di Upas, tuttavia non ho intenzione di svelare niente (ride). A coloro che vogliono iniziare una carriera nel mondo della recitazione, e tra questi mi includo anche io dato che dopotutto sono ancora all’inizio di quella che spero e sogno diventi la mia strada, consiglio di essere determinati e costanti in quello in cui si crede, è l’unica cosa che ci fa andare avanti, credere in se stessi le porte in faccia ci saranno, ma non bisogna arrendersi. Confucio diceva “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”
E’ un consiglio che mi permetto di dare a tutti, anche se alla fine non si riesce a fare quello che piace, ma basta anche riservare un piccolo spazio a fare ciò che si ama, che ci fa sentire sereni e vivi, per davvero>>.

Ringraziamo Daniele Violante per la sua disponibilità.

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