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Università, Manfredi:”Allarghiamo la no tax area, privilegiare le matricole”

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Updated on 22 September 2021 0:29

Il ministro Manfredi non vuole perdere tempo e stila un piano per l’università: privilegiare i nuovi studenti con benefici sulle tasse

Torna a parlare il ministro dell’Università Gaetano Manfredi e lo fa su temi molto importanti per il futuro delle università italiane che, post covid-19, rischiano di perdere tantissime nuove matricole, andando in contro ad un problema, anche economico, molto grave.

«Perdere diecimila matricole sarebbe un danno gravissimo. Dobbiamo assolutamente evitarlo. Non possiamo permettercelo di nuovo» spiega Manfredi ai colleghi di Leggo che l’hanno intervistato.

La chiacchierata ha come oggetto l’iscrizione all’università di tutti quegli studenti meno facoltosi che devono avere un eguale diritto allo studio:«Uno dei miei obiettivi era quello di potenziare il diritto allo studio allargando la no tax area. Abbiamo accelerato i tempi come risposta alla crisi Covid: siamo passati da 13mila a 20mila euro come limite massimo del reddito Isee con cui lo studente è esentato dalle tasse universitarie. Inoltre, per i redditi fino a 30mila euro sono previsti sconti e riduzioni proporzionali», e riguardo il prolungarsi della no tax area dice: «Cercheremo di mantenerla nel tempo».

Gli studenti però hanno anche altre spese a cui pensare, soprattutto quando si parla di fuori sede. Il ministro racconta la sua soluzione:«È stato aumentato di 40 milioni di euro il fondo per le borse di studio, in conferenza Stato Regioni è stata già approvata una nuova ripartizione. Anche le Regioni stanno prevedendo interventi per la residenzialità».

La pandemia ha costretti studenti e professori ad utilizzare nuovi strumenti per la didattica a distanza, una forma di istruzione che ha ben funzionato e che ha portato a dei risultati concreti, tuttavia si potrà riprendere a settembre con il ritorno in aula:«Sì, la didattica a distanza è andata molto bene mantenendo lo stesso numero di esami e laurea degli scorsi anni, ma bisogna tornare in presenza perché la formazione in aula è molto più efficace. E ci sono fasce di studenti da privilegiare qualora fosse necessario fare turni».

Bisognerà porre però particolare attenzione agli atenei del sud: «Sì, nel Mezzogiorno ci sono i redditi più bassi. La no tax area impatterà maggiormente su queste situazioni».

Si ritorna a parlare di nuovo di calo di matricole all’università:«Le matricole: si tratta dei ragazzi che vengono dalla scuola superiore e non entrano in un’aula da marzo. Non hanno mai visto un’aula universitaria e saranno i primi a poter rientrare».

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