Un diversamente abile vive al San Paolo: il suo sfogo a telefono



diversamente abile

Un diversamente abile vive al quinto piano del San Paolo, occupando tutti i giorni un letto della stanza. “Non ho casa né lavoro, ma qui non voglio restare”

Secondo quanto riportato da “Il Mattino”, il diversamente abile protagonista della vicenda si chiama Marco Cavotti. Già da un mese, l’uomo sta occupando uno dei letti presenti al quinto piano dell’ospedale San Paolo, nel reparto di Medicina.

L’uomo era stato ricoverato nello stabile agli inizi di Luglio e, concluse le cure necessarie, dimesso il 6 Luglio scorso. Non sapendo dove andare, però, l’uomo è rimasto in ospedale ad occupare il letto in cui era stato ricoverato.

Ecco quanto riportato da una conversazione telefonica dell’uomo, riportata sempre da “Il Mattino”:

“Sono un disabile, sono costretto alla carrozzella a causa dell’amputazione della gamba sinistra. È accaduto due anni fa dopo un incidente in moto. Oggi sono invalido al 100% ma da mesi attendo l’indennità di accompagnamento. Mi hanno detto che arriverà a settembre ma non sono sicuro di nulla. E anche se arrivasse oggi risolverebbe solo la metà dei miei problemi. Ho bisogno di assistenza continua, di fisioterapia, di qualcuno che mi aiuti, che si prenda cura di me. Non sono autonomo e faccio tutto con grande fatica e difficoltà. Non ho nessuno, non ho un lavoro e non ho una casa. Sono disperato e depresso. Ho bisogno di sostegno psicologico. Se sono preda dell’ira e mi comporto male è perché sono esasperato. Non ce la faccio più! Attorno a me vedo solo nero. Avevo una compagna, ma mi ha lasciato anche lei. Io in ospedale non ci voglio stare. Non è vero che non voglio andarmene. Mi chiedo, invece, dove siano i presidi di sostegno del territorio, dove i servizi sociali del Comune, dove i centri di assistenza che aprono le porte ogni giorno a decine d’immigrati assicurando sostegno morale e materiale.”

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