26 Febbraio 2026

Trapianto cuore Monaldi: espianto anticipato e organo danneggiato

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Trapianto cuore Monaldo

Trapianto cuore Monaldi – La morte del piccolo Domenico dopo un delicato intervento all’Ospedale Monaldi di Napoli, ha scatenato un’inchiesta approfondita sulle tempistiche dell’espianto, il trasporto e la conservazione dell’organo arrivato da Bolzano.

Secondo le prime testimonianze raccolte dalla Procura partenopea, il cuore malato del bambino sarebbe stato rimosso alle 14:18. Invece, la conferma dell’arrivo dell’organo compatibile, proveniente da Bolzano, sarebbe giunta solo alle 14:22. Una differenza di quattro minuti che oggi rappresenta uno dei punti chiave dell’indagine.

L’organo arrivato da Bolzano e i dubbi sulla conservazione

Il cuore destinato al trapianto era stato prelevato presso l’Ospedale di Bolzano, con il coinvolgimento anche di un’équipe del centro trapianti di Clinica universitaria di Innsbruck, come previsto dalle reti internazionali di cooperazione.

Le criticità riguarderebbero soprattutto le modalità di trasporto e conservazione. Il personale ha custodito l’organo in un contenitore di plastica privo di un sistema di controllo della temperatura e lo ha refrigerato con ghiaccio secco, provocandone un congelamento eccessivo. Alcuni operatori sanitari avrebbero tentato di riportarlo a una condizione idonea utilizzando acqua a diverse temperature, nel tentativo di “scongelarlo”.

Quando il cardiochirurgo si sarebbe accorto delle condizioni del cuore, avrebbe espresso forti perplessità sulla possibilità che potesse riprendere a battere. Tuttavia, non essendoci alternative immediate, si sarebbe deciso di procedere comunque con l’impianto.

Trapianto cuore Monaldi: le tensioni e le indagini in corso

Oltre agli aspetti tecnici, dalle testimonianze emergerebbero momenti di forte tensione tra i professionisti coinvolti, sia durante l’intervento sia in riunioni successive. Al centro delle discussioni, la tempistica dell’espianto e la comunicazione tra le équipe di Napoli, Bolzano e Innsbruck.

La Procura di Napoli sta indagando su medici e personale sanitario, mentre accertamenti paralleli sono in corso anche a Bolzano. Gli inquirenti hanno sequestrato dispositivi telefonici per verificare le comunicazioni intercorse.

Inoltre, il Ministero della Salute ha disposto ispezioni per ricostruire ogni passaggio: dall’espianto al trasporto, fino alla conservazione dell’organo.

Un caso che solleva interrogativi sul sistema

Il caso del trapianto cuore Monaldi solleva interrogativi delicati sulla gestione delle emergenze, sui protocolli di conservazione degli organi e sulla comunicazione tra strutture sanitarie anche a livello internazionale. Saranno gli accertamenti tecnici e l’autopsia a chiarire in modo definitivo le cause del decesso e le eventuali responsabilità.

Nel frattempo, si impone una riflessione profonda sull’organizzazione dei trapianti e sulla necessità di standard rigorosi, soprattutto quando in gioco c’è la vita di un bambino.

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