1 Novembre 2021

Torrone e “‘e muorticelle”, come nascono i dolci “dei morti”?

torrone dei morti

Torrone e “muorticelle”, perché si offrono e si consumano questi dolci nel “Ponte dei morti”? Scopriamolo insieme!

A Napoli, come da tradizione, si festeggia il Ponte dei morti offrendo ai commensali alla fine del pranzo il torrone e “‘e muorticelle”. Ma servendo a fine pranzo ai commensali diverse tipologie di torrone. Ma perché si offrono e si mangiano dolci nel periodo di Ognissanti?

Un’interessante spiegazione arriva dal gruppo Facebook “Etimologia delle parole”.

La festa di Ognissanti, tradizionalmente, era un giorno per ricordare i propri cari defunti che “venivano a trovare” i propri familiari viventi. Per ringraziarli, infatti, si mettevano in vista cibi e dolci golosi in segno di offerta.

Da qui nasce la consuetudine campana, in generale meridionale, di preparare biscotti e torroni a forma di “ossa” o di una cassa da morto. Molto diffusi sono anche “‘e muorticelle”, piccoli torroncini morbidi e ricoperti di cioccolato. Queste delizie venivano posizionate sulle credenze, a disposizione delle anime dei defunti durante la notte e poi venivano mangiate alla fine del “pranzo dei morti”. La tavola veniva apparecchiata aggiungendo, rispetto ai commensali fisicamente presenti, un posto in più destinato al defunto.

Solitamente si mangiavano alimenti poveri: zuppe di ceci o zucca, cozze o piatti preparati con le castagne e poi si concludeva il pranzo con il dolce.

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