Terra dei fuochi, maxi-multe per chi non ha effettuato la bonifica

terra dei fuochi

Peggiora la condizione ambientale della Terra dei fuochi. Numerose bonifiche erano in programma, ma queste ancora un volta non sono state effettuate

La Corte dei Conti apre un nuovo scenario d’indagine sulla vicenda della Terra dei fuochi, cercando di risalire ai responsabili politici ed amministrativi che potrebbero aver contribuito o addirittura determinato, il disastro ambientale e finanziario che da alcuni anni sta al centro di dibattiti.

Il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, Micheal Sciascia, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017 in Campania, tenutosi ieri mattina a Castel dell’Ovo, si è concentrato proprio sulle mancate bonifiche che dovevano essere effettuate sul territorio.

Come riporta “Il Mattino“, Sciascia ha sottolineato : “A rimborsare le ingenti spese per la Terra dei Fuochi, dovranno essere coloro che l’hanno consentita. Non è giusto che a pagare siano i contribuenti. Se il controllo del territorio fosse stato almeno decente, non ci sarebbero stati fenomeni di questa gravità. Occorre individuare le singole responsabilità anche ai fini risarcitori e ripristinatori dell’ambiente, che è un bene collettivo fondamentale. “

Al centro della questione vi sono gli amministratori, sindaci e governatori delle giunte precedenti che sono stati chiamati a rispondere sulla maxi-multa da oltre 100 milioni di euro inflitta nel 2015 all’Italia, dalla Corte di Giustizia per le mancate bonifiche di ben 200 discariche in 18 regioni: 48 in Campania, sulla quale grava una sanzione di 20 milioni di euro,

In aggiunta l’indagine avviata dall’ex sostituto procuratore Donato Luciano, è arrivata alla chiusura, con il deposito  di 6 atti di citazione, relativi ad altrettanti siti non bonificati, risultati non conformi alle moderne normative, per un danno erariale di circa 30 milioni di euro. Ora si attende solo la celebrazione del processo.

Citati in giudizio anche gli ex governatori: Antonio Bassolino e Stefano Caldoro.

Il Procuratore Generale, Michele Oricchio ha espresso :”Si tratta di una recente attività investigativa che ha portato alla contestazione di una tipologia di danno all’erario sinora mai contestata in Campania, rappresentata dall’applicazione di sanzioni inflitte dall’Unione Europea allo Stato italiano per mancata ottemperanza alle proprie Direttive. Quota parte della sanzione è stata imputata ai pubblici amministratori regionali e locali per la loro imperizia. . Mentre i fondi Por Campania messi a disposizione dalla Regione sono stati impiegati «solo in minima parte».”

Dunque risulta che l’Italia non sembra essere “attenta” alle direttive poste dall’UE. A quanto pare i nostri governatori pur di non effettuare le bonifiche al fine da migliorare anche solo di poco il nostro territorio, il quale ricordiamolo estremamente inquinato, preferiscono agire in giudizio e pagare maxi multe.

Continuando di questo passo, ci ritroveremo circondati da terre inquinate, sporche, malsane…Insomma, il futuro non sembra essere per nulla sereno per le nostre amate terre.