20 Agosto 2026

Targhe polacche: arriva lo stop con l’obbligo di Rc auto italiana

Immagine di repertorio - pixnio.com

Targhe polacche

Le targhe polacche potrebbero perdere una parte importante della loro convenienza per chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo immatricolato all’estero. Una nuova disposizione contenuta nel testo base del Codice della strada prevede infatti un ulteriore intervento sui veicoli stranieri iscritti al REVE, il Registro dei veicoli esteri.

La novità riguarda in particolare l’assicurazione. Dopo l’iscrizione al registro, la copertura obbligatoria dovrebbe essere sottoscritta attraverso una compagnia italiana oppure tramite un’impresa straniera autorizzata a operare nel nostro Paese. Si tratta ancora di una proposta e non di una norma definitiva, ma l’obiettivo del provvedimento è chiaro: limitare il fenomeno dell’esterovestizione, cioè l’utilizzo di un’immatricolazione estera per veicoli che, di fatto, vengono utilizzati abitualmente in Italia.

Targhe polacche, cosa potrebbe cambiare

La modifica interesserebbe i veicoli immatricolati all’estero che rientrano negli obblighi di registrazione al REVE. Una volta effettuata l’iscrizione, il proprietario o utilizzatore del mezzo dovrebbe quindi garantire la copertura attraverso un’impresa assicurativa autorizzata in Italia.

La conseguenza sarebbe particolarmente rilevante per il fenomeno delle targhe polacche a Napoli e in Campania, dove negli ultimi anni la presenza di automobili e motocicli immatricolati in Polonia è aumentata sensibilmente. La targa straniera, è bene precisarlo, non è di per sé illegale. Il problema riguarda quei casi in cui l’immatricolazione all’estero viene utilizzata per aggirare gli obblighi fiscali e assicurativi italiani, pur continuando a utilizzare il veicolo prevalentemente sul territorio nazionale.

Perché le targhe polacche sono così diffuse a Napoli

La particolare diffusione delle targhe polacche in provincia di Napoli è legata anche al costo delle assicurazioni. In alcune zone della Campania le polizze Rc auto possono raggiungere cifre molto elevate e questo ha favorito la ricerca di sistemi alternativi per ridurre le spese legate alla circolazione.

L’immatricolazione all’estero può infatti consentire, quando effettuata nel rispetto delle regole, di accedere a condizioni differenti. Il problema nasce quando questo meccanismo viene utilizzato solo formalmente, mentre il veicolo continua a essere stabilmente utilizzato da una persona residente in Italia. La nuova disposizione punta proprio a intervenire su questo tipo di situazione, eliminando uno dei principali vantaggi economici legati alla scelta di una targa estera.

Dopo l’IPT arriva la stretta sull’assicurazione

La possibile introduzione dell’obbligo di Rc auto italiana rappresenterebbe un ulteriore passaggio rispetto alle norme già entrate in vigore. Dal 25 maggio 2026, infatti, è previsto il pagamento dell’Imposta provinciale di trascrizione (Ipt) al momento dell’iscrizione al REVE. Il registro, gestito dall’Aci, riguarda i veicoli immatricolati all’estero che si trovano nella disponibilità di soggetti residenti in Italia nei casi stabiliti dalla normativa.

Come spiega anche NapoliToday, il nuovo intervento aggiungerebbe quindi un ulteriore requisito: per i mezzi interessati, la copertura assicurativa dovrebbe essere garantita da una compagnia italiana oppure da un’impresa autorizzata a operare nel nostro Paese. Non si tratta, dunque, di un divieto generalizzato delle auto straniere. La novità riguarderebbe i veicoli che devono essere iscritti al REVE e che vengono utilizzati stabilmente in Italia.

Controlli più semplici sulle auto immatricolate in Polonia

Nel frattempo sono stati rafforzati anche gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine per verificare la regolarità dei veicoli con targa polacca. Una circolare del Ministero dell’Interno del 13 agosto 2026 ha comunicato la possibilità di accedere ai portali governativi polacchi per acquisire informazioni relative ai veicoli.

Gli operatori possono verificare dati della carta di circolazione, situazione assicurativa e informazioni sulle patenti rilasciate in Polonia. In questo modo, durante un controllo stradale, diventa più semplice confrontare i dati del mezzo con quelli presenti nelle banche dati del Paese di immatricolazione.

La stretta non è ancora definitiva

Il provvedimento sul fronte della Rc auto italiana per le targhe polacche si trova ancora nella fase di elaborazione. Il testo base del nuovo Codice della strada dovrà infatti proseguire il proprio iter prima di trasformarsi in una disposizione definitiva. Le associazioni del settore avranno inoltre la possibilità di presentare osservazioni e proposte entro il prossimo 13 settembre.

Se la norma verrà confermata, per chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo immatricolato all’estero il quadro sarà quindi più stringente: dopo gli obblighi legati al REVE e all’Ipt, anche l’assicurazione potrebbe dover passare necessariamente dal sistema italiano. Per il fenomeno delle targhe polacche si profila dunque un cambiamento importante. Non sarebbe la targa straniera a essere vietata, ma diventerebbe molto più difficile utilizzarla come strumento per ridurre gli obblighi assicurativi previsti per chi circola abitualmente in Italia.

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