Tagli alle pensioni, banche e nuove tasse: Meloni a caccia di 10 miliardi
La Legge di Bilancio prende forma tra promesse da 11 miliardi e zero margine nei conti. Si studia la stretta sulla perequazione e un contributo straordinario da istituti di credito e giochi.
Entra nel vivo il cantiere della Legge di Bilancio 2027, l’ultima manovra economica del governo guidato da Giorgia Meloni prima della scadenza naturale della legislatura. Per il Ministero dell’Economia la quadratura del cerchio si preannuncia complessa: la lista dei desideri e delle promesse avanzate dalle forze di maggioranza e dai vari dicasteri supera gli 11 miliardi di euro, a fronte di un margine strutturale indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) sostanzialmente pari a zero.
Per finanziare i capitoli chiave dell’agenda politica servono almeno 10 miliardi di euro di coperture, costringendo l’Esecutivo a valutare una dolorosa forbice tra riduzioni di spesa e nuove entrate.
Il costo delle misure: dalle aliquote Irpef alla Sanità
Mettendo in fila le principali richieste per il 2027, la quantificazione dei costi teorici delinea la misura dell’impegno finanziario richiesto:
- Estensione Irpef al 33% (fino a 60mila euro): costo stimato in 2,6 miliardi di euro. L’allargamento dello scaglione porterebbe un beneficio teorico massimo fino a 1.000 euro all’anno per i redditi capienti.
- Pensione anticipata a 64 anni (proposta Lega): costo di circa 1,6 miliardi di euro all’anno per estendere la misura ai lavoratori contributivi puri.
- Fondo Sanità e Comuni: il ministro Orazio Schillaci sollecita 5,5 miliardi aggiuntivi per il personale sanitario e le prestazioni aziendali, a cui si aggiunge 1 miliardo richiesto dall’Anci per i bilanci comunali.
- Intervento sul Tfs dei dipendenti pubblici: stimato tra 500 e 600 milioni di euro.
Il totale indicativo degli interventi ipotizzati sfiora gli 11,3 miliardi di euro, costringendo il Mef a trovare corrispettivi finanziari certi per ogni singola voce.
Dove pescare le risorse: la carta banche e i tagli alle pensioni
Per reperire la dote finanziaria, Palazzo Chigi guarda in primis al settore creditizio e assicurativo. L’obiettivo avanzato dalla maggioranza punta ad attingere fino a 5 miliardi di euro da banche e assicurazioni attraverso un contributo straordinario, pur a fronte dei rilievi presentati dall’Abi relativi agli accordi triennali già siglati.
L’altra direttrice d’intervento riguarda il capitolo dei Tagli alle pensioni: si lavora a una nuova stretta sui meccanismi di perequazione e rivalutazione automatica degli assegni medio-alti legati all’inflazione, misura che permetterebbe di erodere una fetta consistente del costo ordinario stimato in 10 miliardi. Sul tavolo anche l’aumento dei prelievi fiscali su tabacchi, giochi e profitti delle società energetiche, unito al recupero di circa 2 miliardi di euro di fondi Pnrr non ancora allocati.
I margini europei e il calendario delle scadenze
Un parziale respiro finanziario arriva dalla richiesta inoltrata a Bruxelles per attivare la flessibilità straordinaria dello 0,6% del Pil (pari a circa 14,4 miliardi di euro nel 2027), destinata in parti uguali alle spese per la difesa e alla sicurezza energetica.
La tabella di marcia verso l’approvazione della Manovra si preannuncia serrata:
- Martedì 13 ottobre: voto parlamentare sul Documento programmatico di finanza pubblica e sulla relazione per la flessibilità.
- Giovedì 15 ottobre: invio a Bruxelles del Documento programmatico di bilancio (Dpb).
- Entro il 20 ottobre: approdo del disegno di legge della Manovra 2027 in Parlamento per l’avvio della sessione di bilancio.
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