Storia a lieto fine per 12 operai del napoletano



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FOTO: vesuviolive.it

Finalmente una storia a lieto fine per 12 operai acerrani: la fabbrica fallisce ma loro la rilevano e ne diventano proprietari

Acerra – Una triste storia finita con un lieto fine, una storia di coraggio partita purtroppo da una situazione di difficoltà, come da anni ce ne sono molte: la società Lafer, con 50 operai, improvvisamente dichiara il fallimento e viene messa in liquidazione.

Da qui una trafila lunghissima per i 50 operai, 6 anni lontani dal lavoro, e poi l’idea di formare una cooperativa con chi, tra loro,  aveva voglia di rischiare per creare qualcosa di bello e rimettersi in gioco.

Dei 50 solo 12 lavoratori hanno risposto all’ appello, hanno dai 35 ai 50 anni e, per portare avanti il loro sogno hanno investito il loro Tfr e la liquidazione di 15 anni di lavoro, anticipando la mobilità con l’aiuto di Lega Coop.

Ognuno di loro ha investito dai 7 ai 25 mila euro per arrivare a formare un capitale sociale di 130 mila euro.

Sono stati agguerriti e tenaci si sono salvati con le loro mani da un futuro di disoccupazione e il nuovo gruppo non ha mollato davanti a nessuna difficoltà, né di fronte ai 3 anni che ci sono voluti per tentare di rilevare l’azienda e i macchinari comprati all’ asta, né di fronte ai sabotaggi ricevuti, ai furti e ad un incendio di natura dolosa scoppiato nella fabbrica.

Il sogno dei dodici operai è diventato realtà, nonostante le mille difficoltà sono riusciti a mettere in piedi una cooperativa, la Screen Sud, e a diventare loro stessi i capi dello stabilimento.

Oggi la Screen Sud va a gonfie vele, il suo fatturato è arrivato lo scorso anno a circa 2 milioni di euro. La cooperativa produce oggi 3000 metri quadri al mese di telai in acciaio e reti antintasanti-setaccio e, buona parte della loro produzione, viene anche esportata all’estero.

Ora lavorano per loro stessi, dalle 6 del mattino alle 22 di sera, su due turni e uno di loro, Raffaele, definisce la cooperativa che hanno creato un ‘matrimonio a 12’. Ovviamente, come lui stesso ammette, non mancano screzi e difficoltà. Ma, Raffaele e i suoi soci le superano tutte con la volontà e la convinzione che questa cosa andava fatta, che bisognava provarci!

 

 

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