SPECIALE primarie Napoli, intervista a Marco Sarracino

Primarie Napoli

Primarie Napoli- Intervista al giovane candidato alle primarie del centro sinistra, Marco Sarracino: “Mi candido per rappresentare la mia generazione”

Primarie Napoli ormai alle porte: il 6 marzo 2016 è sempre più vicino. Conosciamo insieme i candidati.

Mancano soltanto due settimane alle imminenti Primarie del Partito Democratico, dalle quali verrà fuori il nome del candidato che andrà a competere, politicamente parlando, con il sindaco uscente, Luigi De Magistris, e i vari “pretendenti” del Centro Destra e del Movimento cinque Stelle.

Noi di Napoli.zon abbiamo voluto far due chiacchiere con tutti i candidati alle Primarie PD, affinché i cittadini possano essere in grado scegliere consapevolmente la figura che meglio si addice a rappresentare la città di Napoli e le sue esigenze.

Oggi, 22 febbraio 2016, vi raccontiamo di Marco Sarracino, classe 1989, segretario provinciale dei Giovani Democratici.

G: Salve, Marco. Lei è giovane, ha ventisei anni. Molti ragazzi della sua età sono ancora all’università o lavorano, o ancor peggio sono disoccupati. Può dirci cosa la spinge a candidarsi per le primarie? E soprattutto, quando e come si è avvicinato al mondo della politica?

M.S. : Mi candido per rappresentare la mia generazione, che questa città la sta pian piano abbandonando, perché non rappresentata né a livello istituzionale né a livello politico. Mi sono iscritto nel PD nel 2011 dopo il mio ritorno dall’Erasmus a Bilbao. Era un altro mondo. Ho deciso di impegnarmi in politica perché Napoli merita di più, è attualmente una città paralizzata.

G: Cosa critica maggiormente della gestione De Magistris? Pensa che tutte le amarco Sarracinoree metropolitane siano state amministrate adeguatamente ? Dove avrebbe agito diversamente e come?

M.S. : De Magistris ha isolato questa città per due volte: prima in occasione della battaglia con Ingroia, la seconda volta su Bagnoli, quando pur di non legittimare Renzi con la cabina di Regia, ha affermato che Napoli sarebbe stata una città “derenzizzata”. Nel momento in cui tu fai il sindaco di una città come Napoli non puoi permetterti di aver un rapporto del genere col Presidente del Consiglio. Così ha isolato Napoli, ecco perché non sono arrivati i fondi regionali e nazionali. De Magistris ha fallito poi nella gestione dell’ordinario, nella manutenzione delle strade e delle periferie, che in questi cinque anni sono diventate un qualcosa di allucinante, di non europeo. Io invece auspico che Napoli possa finalmente diventare una città europea, da qui ai prossimi venti anni.

G: Se dovesse vincere queste primarie e un giorno battere la concorrenza dei vari candidati del Centro Destra e del m5s, qual è la prima cosa che farebbe da sindaco della città di Napoli? Dov’è necessario a suo avviso, agire con tempestività e perché?

M.S.:  A Napoli c’è una forte connessione sentimentale coi simboli, positivi e non. La prima cosa che farei da sindaco è abbattere le Vele di Scampia. Non è possibile che siano ancora in  piedi, è una vergogna nazionale aver ancora in piedi quegli edifici, soprattutto per quello che hanno rappresentato. Oggi non si spaccia più a Scampia, la magistratura ha distrutto completamente la piazza di spaccio più grande d’Europa. Lì ci sono persone per bene, che meritano di vivere in condizioni umane.

G: Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di un PD in crisi, associando nell’immediato la figura del premier Renzi a quella del Partito Democratico. Quanto condivide il modus operandi renziano e in che modo proverà a spingere gli elettori a riporre nuovamente la loro fiducia nella sinistra italiana?

M.S.: Io molte poche volte condivido le posizioni di Renzi. Riconosco al premier la spinta che ha saputo dare al centro sinistra nel Paese, ma temo che questa spinta si sia un po’ esaurita. E’ per questo che mi sono candidato. Tante persone mi stanno scrivendo perché hanno nuovamente un motivo per votare Partito Democratico, avevano perso ogni stimolo e motivazione, come se tutto fosse immobile. La mia candidatura è un atto rivoluzionario per dimostrare che nel PD c’è ancora vita.