Sold out al Palasele di Eboli per Tiziano Ferro che urla “Grazie Campania”, ecco la gallery del concerto



Il 24 novembre, 8.000 anime provenienti da tutta la Campania, dal basso Lazio e da parte del Molise, hanno raggiunto Eboli, per acclamare Tiziano Ferro che ha portato al Palasele di Eboli, il suo European tour 2015

Incredibile Sold out per l’unica data campana, per l’European tour 2015 di Tiziano Ferro,  iniziato già a partire dal botteghino, infatti a sole due settimane dalla prevendita on line scattata a luglio, i database di agenzie e biglietterie registravano il tutto esaurito.

L ’intensificazione dei controlli di sicurezza ha reso necessario l’anticipato ingresso al palazzetto. I cancelli sono stati aperti alle 18:30 per permettere un più fluido e regolare accesso, mentre l’orario d’inizio, programmato per le ore 21:00, è stato rigorosamente rispettato.

Prima di dare il via al concerto, doveroso è stato un tributo alle vittime della strage del Bataclan che come ha ricordato l’artista sono morti celebrando qualcosa di meraviglioso come la musica, un tributo insolito che ha sostituito al consueto minuto di silenzio, un accorato ed originale appello, sotto forma di titoli di colore bianco, fatti scorrere su di una grossa schermata in digital a fondo blu:

“Per questo è necessario tenere accesi i palchi e non abbassare il volume perché morire vuol dire anche smettere di sognare e di sperare.”

Tiziano Ferro, con microfono alla mano, si è inoltre interfacciato con un palazzetto in visibilio per dire grazie a tutti i presenti accorsi, alludendo e citando il clamoroso fenomeno del disertamento di oltre 1000 spettatori in occasione del concerto tenuto a Roma, il 14 novembre, data immediatamente successiva alla strage di Parigi, in particolare, il cantante ha voluto dire grazie alla Campania:

“È un grandissimo piacere iniziare ad entrare alle porte del fantastico sud Italia e avvicinarsi al Vesuvio.
E portare questo spettacolo dove in questo momento c’è ancora un po’ di sole, di calore. E dove non c’è sole, ci siete voi… Che è anche meglio!
Io spero che questa sia una bella serata per voi, sapete che questi sono momenti molto complicati, io ne sto parlando spesso nei miei concerti.
A Roma molte persone hanno deciso di non venire, nonostante avessero acquistato il biglietto.
Non voglio giudicare chi non è venuto, voglio solo dare un ringraziamento ancora più importante a chi invece è venuto.
Per farvi capire che noi diamo un peso, molto, molto, molto alto a quello che avete fatto questa sera, ovvero scegliere di essere con noi. Grazie! Buona serata!”

Un prologo vincente che ha preceduto due ore e un quarto di un variopinto spettacolo messo a punto da Tiziano Ferro che tra coreografie, effetti luce e sonori e non pochi intramezzi recitati al pubblico, si palesa quale grande entertainer della musica italiana.

Una scaletta importante e ben ponderata, studiata per creare un racconto, quello della incredibile ascesa al successo di un giovane ed umile ragazzo, nato a Latina, nel cuore dell’Agro Pontino romano, che sognava di diventare un cantante.

Trenta i brani selezionati dal 6 volte disco di Platino The Best of, per ripercorrere la strepitosa carriera dell’artista, iniziata nel lontano 2001, quando con occhi lucidi mostrava ad una platea urlante il trofeo Festival bar, conquistato grazie al tormentone Rosso relativo, passato alla storia per il ridondante refrain “Paola, Paola”.

Tiziano Ferro si è presentato al suo pubblico in un elegante doppio petto, facendo esplodere in un boato il palazzetto, intonando Perdono, hit tra le più commerciali con la quale tra l’altro ha esordito, pezzo scritto in una rima baciata impossibile da dimenticare, a seguire La differenza tra me e te, altro brano di grandissimo successo del 2011.

Tantissimi i golden best riproposti: dal decisivo Rosso Relativo, brano che gli è valso l’accesso al mondo discografico che ha deciso di omaggiare presentando una gloriosa impalcatura scenica con evidenti rimandi al colore rosso, passando per i pezzi dal tono nettamente dance come L’Olimpiade, Xverso e Le cose che non dici, per i quali l’artista ha regalato magnifiche esibizioni di ballo, fino ad arrivare a vere e proprie poesie messe in musica, come L’ultima notte al mondo, Per dirti ciao e L’amore è una cosa semplice.

Non potevano mancare le colonne sonore che hanno reso unici i film di Federico Moccia e che hanno fatto sognare milioni di adolescenti, come Sere nere e Ti scatterò una foto. E restando in tema romanticismo, estremamente sognanti le atmosfere riprodotte dai led e dai pannelli visivi, sulle note di canzoni come Il regalo più grande, Imbranato e Hai delle isole negli occhi. I brani dalla vena più introspettiva, come Scivoli di nuovo, Alla mia età ed Ero contentissimo hanno suscitato non poche emozioni in un palazzetto interamente illuminato dalle luci dei flash di smartphone e digitali.

<<Siamo a novembre, invece sembra di essere ad agosto>> leva via il sudore con un asciugamano da scena e riprende con ironia <<meglio così>> e mette su ancora un discorso di ringraziamento rivolto a chi ha scelto di aderire all’evento:

“Allora ci tenevo, mi piace sempre, salutare nel dettaglio le persone che hanno fatto un po’ di strada per venire qui. Eboli è una città molto piccola… so che questa sera ci sono persone da Benevento, da Caserta, da Salerno e soprattutto da Napoli.”

E denuncia allo stesso tempo, con non poco rimorso, alcuni cavilli che risuonano come tasti dolenti di un sistema burocratico-amministrativo della regione Campania, non propriamente funzionante:

“Vabbè… fino a quando non ci faranno l’onore di avere un palazzetto nella città della musica che è Napoli, in condizioni buone, insomma ci sposteremo, non fa niente… non ci ferma nessuno.
Non siamo pochi siamo tanti e siamo molto buoni…”

Tiziano Ferro ha concluso come la buona tradizione del pop insegna, facendo eco al tema del viaggio, centrale nella vita di qualsiasi artista:

“Grazie perché queste viaggi nella giornata di una persona sono investimenti di tempo, di soldi e anche di fatica. Grazie! Per chi oggi si è messo in viaggio e per chi è sempre in viaggio, come noi.”

Sul palco con Tiziano si è esibita una super band composta da Tim Stewart e Davide Tagliapietra; alle chitarre, Luca Scarpa al piano, che ha tra l’altro curato la direzione musicale; Nicola Peruch alle tastiere; Aaron Spears alla batteria e Reggie Hamilton al basso.

Una band assemblata per rendere la data di Eboli, così come le successive tappe previste dal tour, una serata all’insegna di una “musica che non si deve fermare” e che ha messo in risalto un nuovo aspetto, forse quello più interessante di una personalità tanto caleidoscopica come quella di Tiziano Ferro, l’audacia.
L’audacia di un’artista che si conferma essere grande protagonista di una svecchiata musica cantautoriale italiana, dagli accenti pop e dalle vibrate contaminazioni soul, conservando però quel now how alquanto patriottico, dal sano gusto tutto made in Italy.

Articolo e foto a cura di Antonella Esposito.

Leggi anche