12 Settembre 2021

Sintomi coronavirus variante delta vaccinati: come mettersi in guardia

immagine di repertorio

Sintomi coronavirus variante delta vaccinati

L’esperto da indicazioni sui sintomi coronavirus della variante delta e spiega la situazione anche dei vaccinati

SINTOMI CORONAVIRUS VARIANTE DELTA VACCINATI – In Italia si sta diffondendo a macchia d’olio questa specifica variante, in grado di colpire soprattutto i più giovani e anche le persone vaccinate. Le persone si chiedono il perchè.

E’ Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani e della Federazione Italiana Società Scientifiche di Laboratorio, a fornire delle indicazioni importanti riguardo la variante covid che sta spopolando in Italia.

I colleghi di HuffPost lo hanno intervisto. Le parole dell’esperto di seguito:

I TEMPI DI INCUBAZIONE DELLA VARIANTE DELTA – Dipende dal soggetto interessato. Nei non vaccinati abbiamo un’incubazione che risulta pressoché identica a quella del ceppo originario e va dai 5 ai 12 giorni. Nei pazienti vaccinati con una sola dose, invece, l’incubazione si allunga di qualche giorno. Mentre con due dosi la possibilità di contagiarsi si riduce al 10-15%.

I SINTOMI – Da quello che abbiamo avuto modo di osservare finora, la variante Delta ha un esordio caratterizzato da sintomatologia simil-influenzale: raffreddore, mal di gola, leggera tosse. Successivamente possono comparire mal di testa, perdita di gusto e olfatto. Si tratta di una sequenza che può variare a seconda del paziente, mentre l’elemento comune è proprio il raffreddore iniziale (tipico il naso che cola). Quelli finora elencati sono sintomi banali a cui vanno aggiunti quelli che potrebbero colpire i soggetti non vaccinati, che restano a rischio di gravi difficoltà respiratorie e di decorso severo della malattia.

Compaiono ‘In genere tra 7 e 10 giorni’

SUL VIRUS –  Si tratta di una malattia che, se non trattata accuratamente, può portare ancora a decorso grave o decesso. Ribadisco che si tratta di un rischio che oggi riguarda anzitutto le persone non vaccinate. Con la Delta, inoltre, la capacità di diffusione del virus è aumentata ed è molto più facile contagiarsi.

QUANDO FARE IL TAMPONE – Come per il ceppo originario, il tempo minimo rimane 72 ore dal contatto. Il tempo ideale, invece, è a distanza di 5 giorni. Se il soggetto è guarito dal Covid o ha ricevuto una dose di vaccino, le tempistiche necessarie potrebbero essere maggiori perché la replicazione virale è ridotta. E lo è ancor di più se la persona ha ricevuto due dosi di vaccino.  Sintomi covid variante delta vaccinati

FARE IL TAMPONE IL GIORNO DOPO IL CONTATTO? – Assolutamente inutile. Per essere rilevata dallo strumento diagnostico, la carica virale deve avere il tempo di svilupparsi. Fare il tampone prima delle 72 ore non ha alcun senso.

PER PREVENIRE IL CONTAGIO – Le raccomandazioni rimangono le stesse: mascherina in luoghi chiusi o affollati, distanziamento, igiene delle mani. Ma la chiave di volta è il vaccino, miglior misura pro-attiva nel contrasto di qualsiasi malattia infettiva. Covid incluso. Ricordiamoci che malattie come vaiolo e poliomielite sono state praticamente sconfitte proprio grazie alla vaccinazione.

SUL GREEN PASS –  È uno strumento che può incentivare le persone a vaccinarsi e che può aiutarci a raggiungere l’obiettivo che sta a cuore a tutti: non avere più malati gravi e decessi causati dal virus. Dobbiamo tenere a mente il costo umano che questa pandemia ha avuto e agire di conseguenza.

Sintomi coronavirus: altre notizie all’interno del sito del Ministero della Salute.

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