Sciopero Città della Scienza: lavoratori in presidio e appello alla Regione
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Nuova giornata di mobilitazione per lo sciopero Città della Scienza.
I lavoratori del polo scientifico di Città della Scienza hanno proclamato per domani, mercoledì 25 febbraio 2026, l’astensione dal lavoro per l’intera giornata, con presidio davanti alla struttura e blocco di tutte le attività.
La protesta arriva a meno di due settimane dallo sciopero del 12 febbraio e conferma uno stato di agitazione che, secondo la RSA Filcams CGIL, non ha ricevuto risposte concrete né dall’azienda né dalla Regione Campania.
Le ragioni della protesta: stipendi e incertezza
Al centro della vertenza restano le retribuzioni e le prospettive occupazionali. Il sindacato descrive una situazione ormai logorante, denunciando ritardi e modalità frammentate nei pagamenti. In particolare, si parla di uno “stillicidio delle retribuzioni di gennaio, che vengono corrisposte a ‘rate’”, mentre “la tredicesima è sparita, i ticket sono un miraggio e le spettanze future non sono neanche sul radar”.
L’espressione conclusiva – “Navighiamo a vista” – sintetizza il clima di precarietà percepito dai dipendenti: nessuna certezza sui tempi di pagamento, nessuna visione chiara sul futuro della struttura, nessun piano comunicato in modo trasparente.
La mobilitazione ribadisce richieste già avanzate: pagamento integrale degli arretrati, garanzie sul futuro occupazionale, chiarezza sulle condizioni e sull’organizzazione del lavoro.
Non solo emergenza economica: il nodo strategico
Lo sciopero Città della Scienza non riguarda soltanto una crisi contingente. La RSA sottolinea infatti che “è sempre più urgente un tavolo di confronto con la Regione Campania, a prescindere dalla drammatica contingenza economica”.
La richiesta va oltre il semplice contributo finanziario. I sindacati chiedono di discutere:
- il ruolo e il posizionamento di Città della Scienza nelle strategie di sviluppo regionali;
- il futuro dell’area di Bagnoli;
- gli investimenti necessari a valorizzare il potenziale della struttura;
- l’efficacia dell’attuale modello di governance;
- l’ottimizzazione dei costi e l’organizzazione del lavoro.
In questo quadro, viene contestata anche la scelta di inserire un dirigente già coinvolto nella precedente gestione, ritenuta in contraddizione con le indicazioni della stessa Regione.
La posizione dei lavoratori è chiara: “Il tutto non si può ridurre alla ‘paghetta’, alla mera sussistenza. Occorre uno scatto in avanti”. Una frase che sposta l’attenzione dalla semplice sopravvivenza economica a una visione strutturale e di rilancio.
Lo sciopero di Città della Scienza riguarda il futuro di Bagnoli
La crisi di Città della Scienza si inserisce in un contesto più ampio, segnato da una debitoria storica e da politiche del personale ritenute finora insufficienti. In gioco non ci sono solo stipendi e contratti, ma il destino di uno dei poli culturali e scientifici più significativi dell’area occidentale di Napoli.
Quale ruolo dovrà avere Città della Scienza nelle strategie di sviluppo regionale? La risposta, secondo i lavoratori, non può più essere rimandata.
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