Arrestate quattro persone a San Giorgio convertite all’Islam

Arrestate

Arrestate quattro persone convertite all’islamismo, di cui tre appartenenti alla stessa famiglia. Sono sospettate di traffico internazionale d’armi

L’inchiesta ha avuto origine già qualche anno fa, in seguito ad un’indagine dei clan casalesi. Inizialmente era stata avviata dal pm Cesare Sirignano, poi l’indagine è stata trasferita Catello Maresca e Maurizio Giordano, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Nell’indagine sono emerse 4 persone convertite all’islamismo, 3 delle quali appartenente allo stesso nucleo familiare.

I quattro avevano contatti frequenti con cittadini libici, somali e iraniani. Proprio a Libia e Iran erano dirette le armi procurate dagli indagati tra il 2011 e il 2015: elicotteri, fucili d’assalto e missili terra-aria.L’accusa, dunque, è quella di traffico internazionale di armi. Ad essere stati arrestati sono: Mario Di Leva (padre), convertito all’Islam con il nome di Jaafar, Annamaria Fontana (madre) e figlio, tutti dello stesso nucleo familiare di San Giorgio a Cremano. Il quarto indagato, è un libico non ancora trovato. 

Secondo le prime ricostruzioni, i quattro erano pronti a lasciare l’Italia poiché possedevano molti conti bancari in svariati Paesi stranieri. Inoltre, agli atti dell’inchiesta vi sarebbe anche una foto in cui la coppia di marito e moglie era in compagnia dell’ex premier iraniano Ahmadinejad. Dalle intercettazioni sarebbero emersi presunti contatti tra i coniugi di San Giorgio a Cremano e i rapitori di quattro italiani sequestrati in Libia nel 2015. Notizia appurata da alcuni messaggi inviati tra i coniugi che facevano riferimento alle persone già incontrate qualche tempo prima, alludendo a loro come autori del rapimento. Il sequestro si concluse a marzo del 2016, con la morte di due italiani: Fausto Piano e Salvatore Failla.

Tra i fermati c’è anche l’industriale Andrea Pardi, amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, già coinvolto un un’altra inchiesta su traffico di armi e reclutamento di mercenari tra Italia e Somalia.