San Giorgio a Cremano, studenti della Federico II a ‘Casa di Massimo Troisi’



San giorgio a Cremano

Si è svolta questa mattina, l’iniziativa promossa dalla Federico II in collaborazione con la città di San Giorgio e Casa Troisi. Presente il sindaco Zinno

Je so’ pazzo ed oggi voglio parlare, avrebbe intonato l’amico Pino Daniele in uno dei suoi più celebri testi. Questa mattina, però, a dar voce all’attore e regista Massimo Troisi, sono stati dei giovani e più precisamente alcuni studenti del Master di Drammaturgia e Cinematografia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, accompagnati in questa esperienza dai docenti Giuseppina Scognamiglio e Vincenzo Caputo. I masterini,  hanno a tal proposito realizzato testi di diversa natura, monologhi, dialoghi, biografie singolari, volti a omaggiare la memoria di uno degli attori più apprezzati nel nostro continente e non solo. Studiare Massimo e la sua arte sarebbe stato limitativo, il nostro intento era quello di farlo rivivere, anche attraverso la scrittura, provando a realizzare “l’opera che non ha mai scritto”, ha spiegato ai presenti il professor Vincenzo Caputo.

Ad aprire la manifestazione, il neo Sindaco della città di San Giorgio, Giorgio Zinno, il quale ha ricordato con profonda ammirazione un grande regista, un eccellente attore, ma soprattutto un grande uomo; “Massimo era come lo vedevate, ha scelto di restare se stesso, sempre. Non è mai cambiato per piacere agli altri o andare verso di loro, e alla fine, gli altri e gli scettici, sono andati verso di lui”, spiega con grande commozione la vice presidente di Casa Troisi, Maria Falbo.

Una cornice suggestiva, singolare, quella che stamane ha ospitato l’evento: Casa Troisi, una sorta di casa-museo, inaugurata appena quattro mesi fa, lo scorso 19 febbraio, nella quale è possibile avvicinarsi visivamente ed emotivamente a moltissimi oggetti appartenuti a Massimo: dalla famosa bicicletta nera, alla chitarra con la quale più volte si dilettava in compagnia dell’amico Pino Daniele, dalle foto con Diego Armando Maradona al borsone della Nazionale calcio attori, sul quale è esposta una sciarpa del Napoli, altro grande amore di Troisi, che Maradona e il Napoli li aveva  nel cuore, quel cuore che ventuno anni fa decise di fare i capricci, portandocelo via troppo presto.

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