Salvini vuole “valutare” la scorta a Saviano

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Salvini “avverte” Saviano: Le autorità valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. L’opposizione, Minniti: le scorte non si tolgono in tv!

Gli editti (per ora solo a voce) di Salvini continuano. Dopo i migranti e i rom, questa volta è il turno di Roberto Saviano, “colpevole” di avere una scorta.

E’ proprio il ministro degli interi in un programma Rai, Agorà a sentenziare:

“Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Roberto Saviano è l’ultimo dei miei problemi, gli mando un bacione se in questo momento ci sta guardando. E’ una persona che mi provoca tanta tenerezza e tanto affetto, ma è giusto valutare come gli italiani spendono i loro soldi”.

La dura opposizione con Minniti e Rosato

Insorge l’opposizione a cominciare dall’ex Ministro Minniti:

“Le scorte non assegnano né si tolgono in tv. Questi dispositivi di sicurezza per la protezione delle persone esposte a particolari situazioni di rischio seguono delle procedure rigorose e trasparenti, che coinvolgono vari livelli istituzionali, e sono state rafforzate dopo l’omicidio Biagi. Non sono dunque discrezionali. Non dipendono cioè dalle simpatie o antipatie dell’organo politico. Vengono decise dall’Ucis (Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale) che è sì un’articolazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza ma è collegiale e vincolato a criteri precisi”

A rincarare la dose anche Ettore Rosato, vicepresidente della Camera ed ex capogruppo del PD:

“Minacce inaccettabili per un uomo che ha contribuito a far luce su un sistema criminale pervasivo e pericoloso. Salvini continua ad interpretare il ruolo di ministro in modo arrogante e per le sue campagne personali. La scorta a Saviano, come lui stesso raccontó, non è una concessione ma la protezione che lo Stato deve garantire a chi minacciato per avere combattuto mafia e camorra”

 

Fonte: larepubblica.it