Revenge porn: un viaggio nel mondo dei gruppi e delle chat pornografiche

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Un viaggio all’interno delle chat e dei gruppi di Telegram, un mondo fatto di immagini e video porno ma è tutto revenge porn? (ATTENZIONE! MATERIALE VM 18)

Il revenge porn è l’ultimo anglicismo importato dalla grande isola che indica la condivisione di immagini e video estremamente intimi, tramite canali web specifici in chat o gruppi segreti, senza il consenso dei protagonisti.

Negli ultimi mesi è diventato un vero e proprio fenomeno, anche se sono anni ormai (dai tempi di MSN) che possiamo trovare online e senza nemmeno tanta difficoltà, nudità e atti sessuali di ragazzi spesso minorenni.

Ma è nell’ultimo periodo che la situazione pare sia degenerata, grazie anche all’uso delle app di messaggistica come Whatsapp o Telegram (ma anche Spike, Vk o Viber).

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Attenzione! non stiamo parlando delle app di incontri che sono ben altra cosa.

Applicazioni specifiche con l’intento di mostrarsi per cercare un partner ma di classiche piattaforme di chat usate con lo scopo di condividere anche materiale pornografico.

Nel nostro breve giro di “osservazione” siamo stati sulla seconda app più popolare, Telegram.

La condivisione del materiale e dei link di riferimento sul portale di Telegram è molto più libera rispetto a Whatsapp e questo ha permesso a molti ragazzi di spostarsi su questa piattaforma nell’assoluta libertà.

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Basti infatti comporre una qualsiasi parola riconducibile al sesso nella barra di ricerca e compariranno numerose chat e gruppi inerenti alla parola chiave ricercata.

Ne è un esempio “la bibbia 4”, un enorme archivio di immagini e foto hard di ragazze e ragazzi di ogni sesso ed età (la prima risale al 2009/10 con la bibbia 1).

Ora diventata un gruppo che conta 48.700 utenti, di cui in media 3500 sempre attivi.

E lo ricordiamo a scanso di equivoci: è assurdo il numero di 30enni e 40enni che scrivono in cerca di qualche immagine o foto da scaricare.

Nelle chat, le discussioni sono quelle che si possono chiaramente immaginare e tra una “richiesta di insultare la fidanza” e un video o una foto della fidanzata o amica, ci si “diverte”, condividendo volgarità e desideri di stupro.

Ciò che ci ha più stupito però è che nella quasi totalità di profili maschili, compaiono anche tante ragazze apparentemente a proprio agio, nella condivisione di contenuti anche personali o terzi, proprio a voler evidenziare che il revenge porn raccoglie un po’ tutti i profili giovanili senza distinzioni o sessismi unilaterali, anzi…

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Le “dipreiste”

Ricordate Andrea Dipré? L’ex avvocato famoso su youtube solo perché faceva uso di cocaina e si mostrava al pubblico in condizioni pietose?

Oggi pare si sia dato al porno e in quel mondo sub-urbano dei teen, difficile da conoscere dai genitori (che spesso sono totalmente interessati alle loro vite), è diventato davvero famoso, tanto che qualcuno ha deciso di creare un gruppo che porta il suo cognome.

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Questo gruppo conta quasi 20.000 utenti e non si discosta molto dalla bibbia.

Ma ciò che lo differenzia è il fatto che è composto quasi esclusivamente da ragazze.

Quindi quando si parla di revenge porn, bisogna stare davvero attenti a non spostare l’attenzione solo ed esclusivamente sul “ricatto” di una foto o un video ma bisogna avere una visione più ampia.

Ragazze e ragazzi condividono questi contenuti, a volte personali, nella totale tranquillità di casa, senza alcun ricatto e con una disarmante chiarezza di linguaggio ma non solo.

Le ragazzine in cambio di ricariche su conti Amazon per lo più, mandano video personali, scambi di prestazioni che avvengono poi in privato nell’anonimato dalla chat.

Il rischio, se non ce ne fosse già uno, è che tra questi ragazzi di ogni età, si nasconda anche qualcuno che abbia intenti pedofili.

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La speranza è che gli organi (e in particolari i fondatori di Telegram) di controllo si impegnino nel creare un sistema di filtraggio delle informazioni, eliminando i gruppi e denunciando chi fa uso libero di materiale pornografico, senza intralciare il diritto alla privacy.

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