Referendum, le suore di clausura si schierano col ‘No’

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Suor Rosa, badessa dell Cappuccine di Napoli, dice che c’è un ampio dibattito tra le suore del convento in merito al referendum costituzionale, che sembrano essere quasi tutte intenzionate a votare per il No.

Il fronte del NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre si infoltisce di nuove adesioni. Spicca, stamane, quella delle suore di clausura del Monastero delle Cappuccine di Napoli.

A parlare è Suor Rosa, la badessa, che riferisce ad adnkronos come nel Monastero sia in atto un confronto sul tema: le monache si informano, discutono, ascoltano i pareri sulla riforma costituzionale, per la quale anche loro voteranno il prossimo 4 dicembre.

“L’idea che mi sono fatta è che ci sia una grande insoddisfazione”, dice Suor Rosa: “Quando si leggono le motivazioni alla base del No si capisce che c’è un ampio fronte che pensa che il governo non sia in grado di affrontare le modifiche alla Costituzione“.

A pesare più di qualsiasi altra cosa negli orientamenti delle suore di clausura è senza dubbio il parere, contrario alla riforma, dato da importanti giuristi e costituzionalisti italiani:Andremo verso il No. Abbiamo letto parecchio e abbiamo ascoltato molte interviste. Fra l’altro, particolare non da poco, ci sono parecchi costituzionalisti che non hanno detto una parola a favore del Sì. E parliamo di esperti, tecnici che conoscono bene la materia e che quindi hanno cognizione di causa. Anche a Napoli non mi pare di vedere un grande fronte del Sì e, in ogni caso, pare di capire che i sostenitori del Sì siano più che altro animati dall’idea di dover appoggiare il partito più che affrontare la questione in sé”.

E poi, secondo quanto riferisce la badessa, le decisioni riguardanti il referendum costituzionale non possono non essere inficiate anche da valutazioni circa la condotta politica tenuta da Matteo Renzi durante il suo governo: “Penso ai trascorsi cattolici del premier Renzi, ma mi pare che il suo operato non ne abbia tenuto conto. L’area cattolica del Family Day, invece, ne terrà conto”, tuona Suor Rosa.

Il dibattito sul referendum non è, insomma, appannaggio soltanto di politici ed intellettuali. Non solo Grillo, Berlusconi, Zagrebelsky e gli altri oppositori, ma anche le suore cappuccine napoletane sembrano avere le idee molto chiare.