25 Marzo 2025

Processo Santo Romano: prima udienza, tra dolore e richiesta di giustizia

Processo Santo Romano – Si è aperta oggi la prima udienza del processo per l’omicidio di Santo Romano, giovane promessa del calcio, ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2024. Il ragazzo è morto a causa di un colpo di arma da fuoco mentre si trovava con gli amici a San Sebastiano al Vesuvio.

L’atmosfera all’esterno del Tribunale dei Minorenni di Napoli è carica di emozione. Gli amici di Santo hanno urlato “Giustizia, giustizia!”, mentre i familiari hanno raggiunto il tribunale a bordo di due bus. Striscioni e manifesti esprimono il dolore della comunità. Uno dei messaggi più forti recita: “Napoli alza la voce per i giovani che non possono più sognare”.

Il dolore della madre di Santo Romano

La mamma della vittima, Filomena De Mare, ha parlato con i cronisti esprimendo il suo dolore e la sua richiesta di giustizia: “Confidiamo nella vera e sana giustizia. Mi aspetto pene severe e che vengano scontate per intero, senza sconti o premi”.

Filomena ha sottolineato che la sua battaglia è condivisa da tante altre madri: “Non sono sola, siamo tante mamme stanche di questa situazione. La giustizia deve capire che non sono io fuori al tribunale, ma un intero popolo che chiede pene certe”.

Simona, la fidanzata di Santo, ha voluto portare con sé un oggetto simbolico: una scarpa da calcio del giovane portiere dell’ASD Micri di Pomigliano d’Arco. “Ci dormo tutte le notti, non riesco a separarmene. Oggi l’ho portata con me, perché è qualcosa di Santo in un giorno così importante” ha dichiarato, con la voce rotta dall’emozione.

L’intervento di Francesco Emilio Borrelli

Anche il deputato Francesco Emilio Borrelli era presente fuori dal tribunale. Ha sottolineato la necessità di un cambiamento culturale e un maggiore impegno delle istituzioni: “Finalmente si manifesta anche per le vittime. Servono più magistrati e poliziotti per garantire giustizia. Purtroppo, i delinquenti vengono visti come modelli vincenti, mentre chi combatte la criminalità viene dimenticato”.

Borrelli ha poi denunciato la chiusura di due stazioni dei carabinieri a Volla e San Gennaro Vesuviano: “Con la riduzione del 10% delle forze dell’ordine, ottenere giustizia diventa ancora più difficile”.

Il caso del giovane di San Sebastiano al Vesuvio rappresenta l’ennesimo dramma legato alla violenza giovanile. La sua morte ha scosso l’intera comunità, che ora chiede pene certe e una maggiore sicurezza per i giovani. Il processo Santo Romano proseguirà nelle prossime settimane, mentre amici e familiari continuano a lottare per ottenere giustizia.

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