Primo interrogatorio di Pietropalo: “Volevo farle male”

bruciata

Al primo interrogatorio dopo l’arresto, Pietropaolo dichiara che voleva far parlare la compagna per sapere tutto sulla sua nuova relazione

Dal primo interrogatorio dopo l’arresto di Paolo Pietropaolo, l’uomo che ha appiccato il fuoco sulla compagna Carla Caiazzo, in stato di gravidanza, emergono testimonianze shock di un uomo che voleva farla finita e poi ha deciso di aggredire lei. “Non volevo ucciderla” dice Pietropaolo in quanto, secondo come rilasciato, dopo averla cosparsa di alcol e datole fuoco con un accendino, avrebbe poi potuto investirla con l’auto, cosa che non ha fatto.

È sotto inchiesta l’appartamento sito nel Parco delle Vigne a Pozzuoli dove si è consumato questo gesto folle. I due, secondo le ricostruzioni del caso, avrebbero vissuto un forte allontanamento nel periodo natalizio, quando la donna non voleva vederlo, mentre l’uomo avrebbe cominciato a pensare di farla finita. Il quarantenne di Pozzuoli, difeso caiazzodall’avvocato Gennaro Razzino, afferma anche che, per l’insistenza delle sue chiamate, la Caiazzo avrebbe poi ammesso l’esistenza di una sua relazione con un altro uomo.

A questo punto il Pietropaolo dice di essersi chiuso in un suo stato emotivo personale che lo ha portato a dichiarare su Facebook della battaglia contro un cancro. Giunge, infine, il giorno dell’incontro.

I due, al bar per un caffè, avrebbero ripreso la discussione sulla loro crisi relazionale: l’uomo non era intenzionato a riconoscere la bambina nel grembo della giovane Caiazzo. Innervosita dalle pressioni dell’uomo Carla, ormai sotto casa,  avrebbe cominciato ad urlare, sino all’arrivo di un vicino, allorquando Pietropaolo è entrato in giardino dove custodiva vari materiali infiammabili.

In un primo momento volevo gettarle addosso della vernice, poi ho preso l’alcol”. Il vicino di casa ha tentato di calmare gli animi, ma Pietropaolo lo ha minacciato dicendogli di avere con sé una pistola. “Ho poi gettato l’alcol su Carla dando fuoco con un accendino”. La donna è ancora in grave condizioni. “Volevo farle male” -dichiara Pietropaolo- “ma il mio intento era quello di farle dire la verità”. Confermati per l’uomo le accuse di omicidio premeditato.