18 Ottobre 2022

Preside vieta il telefono in classe: genitori in rivolta. Interviene la Polizia

Preside vieta il cellulare in classe: studenti e genitori in protesta. Necessario l'intervento delle Forze dell'Ordine

telefono in classe

Cyberbullismo a scuola, preside vieta l’uso dei telefoni in classe: i genitori protestano. I fatti sono avvenuti a Roma, precisamente al Liceo Scientifico Ettore Majorana di Latina dove dopo alcuni episodi (professori ripresi in classe e finiti sui social, foto di studenti divulgate via chat per insultarli), il preside ha deciso di limitare l’utilizzo dei cellulari a scuola. I liceali, però, non l’hanno presa bene e alla loro protesta si sono aggiunti anche i genitori. E’ stato necessario l’intervento della Polizia per riportare la calma.

La vicenda

Stando a quanto si legge nel regolamento d’istituto bisogna “tenere il telefono cellulare spento e in cartella durante le ore di lezione”, ora però viene disposto che “il cellulare al mattino vada depositato in una apposita scatola per venir ripreso all’uscita, o comunque con il permesso del docente, se ad uso didattico”.

Secondo quanto riportato dai colleghi de “Il Messaggero”, però, gli studenti alla prima ora di lezione, alla richiesta del docente di turno di posare il cellulare, si sono rifiutati.

Dopo un po’, gli studenti hanno consegnato il dispositivo, tutti tranne una studentessa del secondo anno. L’alunna ha chiesto “rassicurazioni” in merito al fatto che “il telefono non le venisse rubato e se in caso di furto le venisse ricomprato”. Non ricevendo risposte, la studentessa si è rifiutata ancora una volta di consegnare il cellulare e, dopo aver ricevuto due note nel corso della mattinata, ha chiesto di andare in presidenza e ha chiamato anche la famiglia.

Si sono recati a scuola il fratello con due amici e il padre che hanno chiesto di parlare con il preside, il quale non li ha ricevuti poiché senza appuntamento. E’ scoppiato il caos, sono volate anche parole pesanti ed è stato necessario allertare la Polizia per ristabilire la calma.

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