Poseidon e Why not legittime: la sentenza che scagiona De Magistris



de magistris

Parole in codice Poseidon e Why not. Il sindaco allora Pm indagava sulla collusione tra politica e mafie

Le indagini Poseidon” e “Why not” furono sottratte illecitamente. A stabilirlo una sentenza storica.

E’ una sentenza storica, arrivata troppo tardi. Perché la carriera di un uomo è stata fatta a pezzi.

Perché solo adesso, dopo anni e anni di fango, la corte d’appello di Salerno ha confermato e sentenziato che le due inchieste furono sottratte illegalmente all’allora Pm De Magistris di cui era titolare sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro.

Salerno dunque, ha ritenuto responsabili del reato di abuso d’ufficio le seguenti persone per i fatti a loro ascritti e per le funzioni all’epoca ricoperte:

  • il procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi;
  • il procuratore aggiunto Murone;
  • il senatore Giancarlo Pittelli (ex Forza Italia oggi Forza del Sud)

il sottosegretario alle attività produttive Giuseppe Galati ed Antonio Saladino responsabile per il sud della Compagnia delle Opere.

In questi anni inoltre il procuratore della Repubblica Lombardi, anch’egli imputato, è deceduto e la prescrizione non consente più di rendere applicabile la pena agli altri imputati per il delitto commesso, un cavillo dunque che “scagiona” solo fisicamente gli altri colpevoli.

Dai social De Magistris: Grazie a tutti…

Ed è proprio attraverso i classici mezzi sociale che DeMa oltre a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, vuole ringraziare chi in questi anni ha creduto in lui e lo ha appoggiato nei momenti più difficili.

“Oggi si è acclarato per via giudiziaria quello che per giustizia e verità tutte le persone per bene avevano già capito.

Sono stato fermato dai miei capi, in collusione con altri, che invece di tutelarmi mi hanno tradito.

Quelle inchieste erano arrivate al cuore dello Stato ed avevamo scoperto un livello di collusioni impressionante, tale da destabilizzare istituzioni divenute deviate del nostro Paese.

In quei procedimenti penali indagavamo sui rapporti tra criminalità organizzata, politica, istituzioni, affari e massoneria deviata.”

 

 

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