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POS e registratore telematico 2026: le nuove regole
Tutto quello che devi sapere sull'obbligo di integrazione tra pagamenti elettronici e invio dei corrispettivi
POS REGISTRATORE TELEMATICO – Il panorama fiscale italiano vive una svolta decisiva. Dal 1° gennaio 2026, è scattato l’obbligo di integrazione tra i pagamenti elettronici e la certificazione dei corrispettivi. La novità, introdotta per contrastare l’evasione fiscale e semplificare i controlli, stabilisce un legame diretto tra il terminale di pagamento e la cassa.
Ecco tutto quello che devi sapere su come gestire il tuo POS e registratore telematico per essere in regola con l’Agenzia delle Entrate.
POS e registratore telematico: cosa cambia per gli esercenti dal 2026?
La principale novità riguarda l’obbligo di collegamento “logico” (e non necessariamente fisico) tra gli strumenti di pagamento elettronico e i sistemi di memorizzazione dei corrispettivi. In sintesi, ogni incasso tracciabile deve essere associato correttamente allo scontrino emesso.
Addio alla conservazione delle ricevute cartacee
Una delle semplificazioni più attese riguarda la dematerializzazione:
- Stop all’obbligo di conservazione decennale delle ricevute cartacee del POS.
- La prova del pagamento è garantita dai flussi digitali tra banche e Fisco.
- Resta obbligatorio emettere il documento commerciale (lo scontrino fiscale) dal registratore telematico.
Come effettuare il collegamento
Contrariamente a quanto si possa pensare, nella maggior parte dei casi non serve cambiare hardware o collegare cavi tra i dispositivi. La procedura è prevalentemente amministrativa e avviene tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.
Procedura passo dopo passo:
- Accesso al Portale: Entra nell’area riservata “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
- Censimento Dispositivi: Associa l’ID del tuo terminale POS alla matricola del tuo registratore telematico (RT).
- Tempistiche: Per i dispositivi già attivi a gennaio 2026, la registrazione va fatta entro 45 giorni dall’apertura dei servizi online (prevista per marzo 2026). Per i nuovi POS, la comunicazione va effettuata tra il 6° e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione.
Chi è obbligato e chi è escluso?
L’obbligo coinvolge la quasi totalità delle attività commerciali, ma esistono delle eccezioni specifiche.
| Categoria | Obbligo di collegamento |
| Bar, Ristoranti e Negozi | Sì, obbligatorio |
| Professionisti (Medici, Avvocati) | Sì, se certificano corrispettivi |
| Tabacchi e Carburanti | Esclusi (per le operazioni esonerate) |
| E-commerce | Sì, se collegati a sistemi di certificazione |
Se si utilizza un POS esclusivamente per attività esonerate (es. ricariche telefoniche o bolli), si può dichiararne l’uso esclusivo tramite l’apposita funzionalità “POS non collegati” sul portale istituzionale.
Sanzioni: cosa si rischia in caso di mancato adeguamento
Il regime sanzionatorio per chi non rispetta il collegamento tra POS e registratore telematico è rigoroso:
- Sanzione amministrativa: da 1.000€ a 4.000€ per il mancato collegamento tecnico o logico.
- Errori di trasmissione: sanzione di 100€ per ogni operazione omessa o errata (fino a un massimo di 1.000€ a trimestre).
- Sanzioni accessorie: In caso di recidiva o violazioni gravi (superiori a 50.000€ di corrispettivi non documentati), è prevista la sospensione della licenza da 3 giorni a 6 mesi.
I vantaggi della cassa integrata
Oltre alla compliance fiscale, l’integrazione offre benefici gestionali concreti:
- Eliminazione degli errori manuali: L’importo viene inviato direttamente dalla cassa al POS, evitando refusi nella digitazione.
- Chiusure cassa più veloci: La riconciliazione tra incassi elettronici e scontrini è automatica.
- Semplificazione per il 730: I cittadini non dovranno più conservare gli scontrini cartacei per le detrazioni, poiché i dati saranno già presenti nel sistema “precompilato”.
Fonte: Tgcom 24
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