Portici, Un albero per ogni neonato

Un Albero per ogni neonato

Portici, un albero per ogni neonato. Il direttivo del Pd cittadino approva un documento che prevede l’adozione di un albero per ogni nuovo nato nel Comune.

Portici – Il direttivo del Pd cittadino ha deliberato un documento di proposta al consiglio Comunale che prevede l’adozione di un albero per ogni nuovo nato nella Città della Reggia.
Votato all’unanimità da tutto il direttivo, è stato posto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di ieri.
L’iniziativa prevede la consegna ad ogni neonato, o minore adottato, di un attestato a ricordo dell’iniziativa. Ogni albero sarà fornito di una targa che riporterà il nome del neonato.

Il Consiglio Comunale di Portici riunitosi ieri ha deliberato con il voto di tutti i consiglieri di maggioranza e quello dei Consiglieri Mauro Mazzone (Democratici Progressisti), Domenico Avolio e Alessandro Caramiello (M5S).
Il fine sarà quello di responsabilizzare i bambini sulla difesa della natura e quello di creare così un ambiente con più verde. Attualmente i nati a Portici, ogni anno, sono circa 400.

Con l’occasione abbiamo sentito il capogruppo Pd Davide Borrelli, primo firmatario del documento, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “I bambini di oggi sono gli uomini di domani ed avranno la responsabilità di difendere la natura e garantire la vita. Questo è lo spirito che ha mosso, in prima istanza, il direttivo del PD a deliberare l’atto, Davide Borrelliquesto è lo spirito che ha spinto me e gli altri consiglieri  in aula a votarlo. Un albero da piantare o già piantato per ogni neonato o adottato significa affidare ai nostri figli un mondo “più verde” e perciò più sano.”
Poi aggiunge: “Le città si arricchiscono di alberi e perciò sono più belle, con la consapevolezza che, ai propri figli, sarà trasmesso un messaggio di speranza per il futuro, oltre a respirare meglio.
Con la consegna ad ogni neonato o minore adottato di un attestato a ricordo della iniziativa si tende a responsabilizzare il bambino assumendosi, però, l’onore di un gesto che non può essere solo celebrativo ma soprattutto di complicità”.