Pomigliano, aggrediti da extracomunitari in casa propria

pomigliano

Una donna e suo padre sono stati vittime di uomini extracomunitari. Ora si indaga

NAPOLI, 21 GENNAIO – Siamo a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. E’ un normale sabato sera o almeno credevano i signori De Falco.

IL FATTO –  Sembrava un tranquillo sabato ma non è stato cosi. Sono le 18.45 quando casa De Falco viene invasa dal panico. Il padrone di casa e sua figlia vengono aggrediti brutalmente da quattro uomini extracomunitari, pomiglianodirettamente nella loro abitazione.

Gli uomini avevano progettato bene le proprie mosse tanto da presentarsi col viso coperto da passamontagna e accompagnati da spranghe di ferro; gli attrezzi sono stati utilizzati per entrare nell’appartamento.

La zona specifica in cui si è verificato lo spiacevole episodio è la frazione di Pratola che, secondo la testimonianza di V., la giovane aggredita, sul gruppo fb “Pomigliano indignata” ha paura di queste continue situazioni.

I cittadini hanno paura e chiedono, come spiega il messaggio postato anche sul profilo personale della ragazza, più pattuglie, più controlli.

L’amministrazione farà qualcosa di concreto?

 

La ragazza è stata colpita alla testa dopo essere riuscita ad inserire l’allarme per ‘avvisare’ tempestivamente le forze dell’ordine. A quel punto il padre ha reagito contro gli aggressori cercando di difendere la figlia e sembrerebbe non aver riportato grossi traumi.

Nonostante l’intervento repentino dei carabinieri del comando di Pomigliano e di Castello di Cisterna, i malviventi sono riusciti a fuggire.

Proseguono le indagini.

 In esclusiva Napoli.zon ha raccolto le dichiarazioni della giovane vittima

V. puoi raccontarci com’è andata l’aggressione?

“Avevo da poco staccato di studiare quando mi sono recata in cucina da mio padre, eravamo lí seduti a parlare ed all’improvviso abbiamo sentito un rumore all’ingresso. Mio padre si è precipitato subito al portoncino per chiuderlo. Gli aggressori hanno visto che eravamo dentro ma nonostante ciò hanno iniziato a colpire con spranghe di ferro il portoncino che avendo dei quadri in vetro mattone si sono fatti in mille pezzi.”

Hai cercato di chiamare subito i soccorsi?

“La prima cosa che ho fatto, su suggerimento di mio padre, è stata quella di inserire l’allarme dall’interno in modo da farlo suonare. Poi ho preso il cellulare per chiamare soccorsi, i Carabinieri, ma  mi hanno colpita e scaraventata a terra , strappandomi il cellulare da mano me lo hanno completamente distrutto. Mio padre vedendomi a terra ha reagito e sono andati tutti su di lui. Nel frattempo io mi sono alzata e sono riuscita a chiamare con il cordless mia vicina , mia zia, per fare chiamare i soccorsi. Lei è riuscita a chiamare i Carabinieri che sono venuti ma gli aggressori sentendo le sirene sono scappati dal giardino di dietro”.