31 Maggio 2026

Poliziotti arrestati: terremoto nel commissariato di Giugliano

Eseguita un'ordinanza ai domiciliari per quattro persone, tra cui tre agenti della Polizia di Stato. Avrebbero messo in piedi un sistema per simulare il furto di componenti costose da auto rubate e poi ritrovate, ingannando le compagnie assicurative.

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Poliziotti arrestati – Un duro colpo alla legalità interna e alle frodi assicurative è stato sferrato nelle prime ore di questa mattina. Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Giugliano/Villaricca ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di quattro persone. Tra i destinatari del provvedimento figurano tre appartenenti alla Polizia di Stato, gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di falso e simulazione di reato.

Poliziotti arrestati , incongruenze interne e intercettazioni: così è nato il blitz

Le attività investigative hanno preso il via proprio dall’interno della stessa struttura di polizia. Sono state infatti alcune anomalie e incongruenze rilevate dall’Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato di Giugliano/Villaricca a far scattare i primi sospetti sui colleghi.

Da quel momento, le indagini si sono sviluppate in maniera rapida e approfondita, giovandosi del supporto fondamentale delle attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale, della disamina minuziosa delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza cittadini e privati, e dall’acquisizione della documentazione cartacea e digitale relativa alle pratiche di risarcimento aperte presso diverse compagnie assicurative.

Il modus operandi: la truffa dei pezzi di ricambio originali

Gli accertamenti coordinati dalla Procura guidata dal Procuratore Domenico Airoma hanno permesso di delineare con precisione il presunto modus operandi del sodalizio criminale. Il meccanismo fraudolento era ben oliato e sfruttava la divisa per dare una parvenza di assoluta regolarità alle operazioni:

  • La falsa attestazione: Gli operatori di Polizia finiti sotto indagine redigevano verbali in cui attestavano falsamente di aver rinvenuto autovetture precedentemente denunciate come rubate.
  • I pezzi fantasma: All’interno dei documenti ufficiali, i poliziotti riferivano che i veicoli erano stati cannibalizzati e privati di diversi componenti meccanici o di carrozzeria dal cospicuo valore economico.
  • La truffa alle assicurazioni: Sulla base di questi verbali alterati, veniva inoltrata la richiesta di risarcimento danni alle compagnie assicurative per cifre importanti.

Il castello di carte è crollato quando gli investigatori hanno disposto mirati accertamenti tecnici e perizie sui veicoli sequestrati. Le verifiche sui telai e sui motori hanno infatti evidenziato che i componenti dichiarati come asportati e risarciti dalle assicurazioni erano in realtà ancora quelli originali e non erano mai stati toccati.

Presunzione di innocenza

La Procura di Napoli Nord ha tenuto a precisare, in linea con le normative vigenti, che il provvedimento eseguito questa mattina è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. Avverso la stessa sono ammessi tutti i mezzi di impugnazione previsti dal codice di procedura penale e i destinatari della misura sono da ritenersi persone sottoposte alle indagini, e quindi presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

A rendere noto il provvidemento è stata la Questura di Napoli tramite un comunicato diffuso a mezzo stampa questo pomeriggio.

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