Piazza d’Armi, proprietà trasferita al comune di Nola

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Piazza d’Armi, la proprietà verrà trasferita al Comune di Nola entro la fine dell’anno

Nelle scorse settimane avevamo sottolineato la situazione pietosa dello Stadio Comunale di Nola, nel recente passato calcato da grandi campioni ed oggi ridotto ad un ricettacolo di rifiuti, con un museo della cartapesta mai avviato la sua struttura scheletrica in cemento armato arrostisce al sole.

Pochi giorni fa, tuttavia, si è registrata una vera e propria accelerata all’iter che porterà alla riqualificazione dell’intera area di piazza d’Armi, porta di ingresso alla città di Nola e irrinunciabile biglietto da visita.

Un incontro fra il sindaco Geremia Biancardi e il direttore dell’Agenzia del Semanio ha infatti stabilito i punti principali di un programma e la conseguente procedura che dovrà condurre al trasferimento della proprietà di piazza d’Armi dallo stato al Comune di Nola.Piazza d'Armi

Nella lista degli immobili che sorgono sulla Piazza d’Armi e che torneranno al comune c’é anche l’antica Caserma Principe Amedeo, costruita nel Settecento sotto Carlo III di Borbone e utilizzata poi come distretto militare, scuola media e come laboratorio di produzione della cartapesta.

Viene così applicata la disposizione prevista dal decreto Sblocca Italia del 2014, che ha lo scopo di riqualificare ed accelerare la ristrutturazione di immobili pubblici rimasti abbandonati.

Per lo sblocco di eventuali finanziamenti che renderebbero il progetto di riqualificazione meno oneroso sulle casse comunali, comunque, l’amministrazione dovrà impegnarsi per il cambio di destinazione d’uso della caserma ormai fatiscente.

Nel progetto di rinnovamento della piazza d’Armi verrà probabilmente anche inserito l’ambizioso progetto di interramento della ferrovia dell’ex Circumvesuviana, oggi Ente Autonomo del Volturno, i cui lavori sarebbero imminenti e dovrebbero portare benefici all’intero contesto soprattutto in termini di traffico e posti di lavoro.

Il sindaco di Nola si è detto soddisfatto, sostenendo che questa è senz’altro la strada giusta per cambiare volto e per ridare dignità ad un’area che può diventare modello di vivibilità, e soprattutto perché, grazie ad una possibilità offerta dalla legge sul federalismo fiscale, la piazza potrà essere annessa gratuitamente al patrimonio culturale cittadino.