27 Febbraio 2026

Perdutamente: Francesco Paolantoni porta in scena l’amore come cura

"Perdutamente, ovvero mamma, l’Alzheimer e il miracolo (o quasi) di San Gennaro", uno spettacolo capace di far ridere, commuovere e riflettere.

Crediti: Toni Isabella

Perdutamente: Francesco Paolantoni

Perdutamente: Francesco Paolantoni dà voce a una storia vera sul rapporto figlio e madre affetta da Alzheimer.

Nell’incanto sospeso della Sala Filangieri, all’interno del sito storico dell’Archivio di Stato di Napoli, giovedì 19 febbraio, ha debuttato in prima assoluta Perdutamente, ovvero mamma, l’Alzheimer e il miracolo (o quasi) di San Gennaro. Unica data per un’opera teatrale che ha sorpreso per la sua capacità di unire dramma e commedia, senza sentimentalismi eccessivi.

Perdutamente con Francesco Paolantoni: un’opera teatrale sull’Alzheimer che trasforma la fragilità in forza

Lo spettacolo nasce dal libro Perdutamente di Flavio Pagano, un romanzo che lascia un segno non solo nella letteratura ma anche nella riflessione sul modo di affrontare la demenza: con empatia, fantasia, ironia. 

Ideata da Manlio Carli e prodotta da Silvano Cerulli, con il contributo della Regione Campania e Scabec, l’opera teatrale riesce a raccontare un tema difficile con equilibrio e autenticità. 

“L’opera affronta con delicatezza e un pizzico di ironia napoletana il tema dell’Alzheimer che sia io sia Flavio Pagano abbiamo vissuto con grande sofferenza. Le nostre mamme, purtroppo, sono state vittime del dramma. – spiega Silvano Cerulli – Lo spettacolo racconta la storia vera di un figlio che, per restare connesso alla madre affetta da demenza, trasforma la realtà quotidiana in una sorta di “messa in scena” continua, usando il teatro come terapia e ponte emotivo.”

Perdutamente – Francesco Paolantoni e Felicia Del Prete: intensità e profondità in scena

Il protagonista dello spettacolo, Francesco Paolantoni, si confronta, quindi, con un testo impegnativo. L’attore, da sempre noto per la sua comicità brillante, qui mostra una profondità non nuova ma insolita; capace di passare, con naturalezza, dalla leggerezza della battuta alla tensione emotiva del dramma. Accanto a lui, Felicia Del Prete dà vita al personaggio della madre malata, mentre le musiche dal vivo di Espedito De Marino aggiungono un ulteriore livello di intensità e delicatezza alla scena.

Il merito della pièce non è soltanto artistico ma nasce da un romanzo che attraverso il racconto di un figlio offre un approccio creativo nell’affrontare la demenza basato su empatia, ironia e creatività. Figli e nipoti, davanti alla malattia della madre-nonna, dunque, scelgono di non arrendersi; cercando di realizzare un sogno quasi impossibile, quasi folle: “battere la morte e farla morire felice”.

Perdutamente con Francesco Paolantoni: quando l’amore diventa teatro

In scena quest’approccio si traduce in un racconto originale e toccante di una famiglia alle prese con l’Alzheimer.

Figli e nipoti decidono di affrontare la malattia con inventiva e determinazione, trasformando ogni gesto quotidiano in un piccolo “teatro” di protezione e affetto; fino al sorprendente colpo di scena finale, in cui la madre stessa sovverte le aspettative.  

Un’opera poetica che trasuda empatia e mette in scena un intenso ribaltamento dei ruoli, dove la fragilità diventa forza e l’amore si fa cura.

Inoltre, l’uso di due frammenti video-verità e di oggetti simbolici — come una lettera misteriosa e uno scatolino d’argento apparentemente vuoto — arricchisce la narrazione e dona profondità alla vicenda, rendendo palpabile il conflitto tra memoria e oblio, fragilità e resilienza. 

Conclusione a sorpresa

L’azione conclusiva del figlio, interpretato da Paolantoni, con un ulteriore atto d’amore prova a interpretare e a esaudire un ultimo desiderio della madre; fa ricorso, in un modo inaspettato, alla figura emblematica partenopea di San Gennaro, indiscusso simbolo di protezione e speranza.

Il patos emotivo che si crea, grazie anche alla magistrale interpretazione dei due attori, sorprende e commuove al punto da creare una tensione tenera e autentica: quasi un miracolo!

Si consiglia la lettura dell’articolo: Antonio Fresa firma la colonna sonora di “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”