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Orchestra Sociale Sanità: la musica che unisce contro le difficoltà

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Updated on 22 September 2021 1:29

L’intervista a Luca De Angelis dell’Orchestra Sociale Sanità, il progetto nato dall’idea di alcuni giovani musicisti della periferia urbana di Napoli

“Un presidio di legalità nei confronti delle distorsioni quotidiane che questo [il rione Sanità, parte integrante del quartiere Stella, ndr.] come tanti quartieri difficili delle città metropolitane accusano”: così si presenta l’Orchestra Sociale Sanità sulla propria pagina Facebook. E non poteva esserci descrizione più adatta, considerando la storia dei componenti dell’ensemble musicale napoletano.

Quest’ultimo si è sviluppato dal progetto Sanitansamble, che sin dal 2008 si occupa di “accendere la passione” per la musica nei cuori dei ragazzi del Rione omonimo, tristemente noto a molti solo per il livello di diffusione della criminalità e per un’alta percentuale di dispersione scolastica, quando avrebbe molto altro da offrire. L’iniziativa, che è stata promossa da L’Altranapoli Onlus, ha avuto negli anni e continua ad avere un ruolo importante nel contrasto ai fenomeni di emarginazione sociale e per la riqualificazione del rione.

L’Orchestra Sociale Sanità affonda, quindi, le sue radici proprio da Sanitansamble: è infatti composta dai giovani musicisti che si sono formati proprio al suo interno. Ragazzini che sono cresciuti e che ora sono musicisti professionisti, tutti diplomati al Conservatorio. Con Luca De Angelis, violinista e membro dell’Orchestra, abbiamo parlato del progetto, dell’effetto che la pandemia e il lockdown hanno avuto sull’associazione e del futuro di questa.

Intervista

Quando e come è nato il progetto?

Il progetto è nato ad aprile 2021: ci siamo riuniti nei mesi precedenti e abbiamo deciso di costituirci come realtà stabile professionale. Riteniamo che ci sia bisogno a livello locale e nazionale di dare una spinta al settore musicale, contribuendo a creare un numero sempre più alto di realtà di questo genere.

Ritenete che il modello dell’Orchestra Sociale Sanità possa essere esportato in altre realtà simili?

Assolutamente sì. Ovunque è possibile far nascere e coltivare nei giovani la passione per la musica, fino a condurli alla realizzazione di un progetto come il nostro. Ritengo che, per farlo, è necessario formarli non solo attraverso un’educazione musicale “classica”, di tipo teorico, ma anche da un punto di vista pratico, spingendoli cioè alla curiosità verso il suonare uno strumento e all’ascolto.

Quali, tra le esperienze fatte nel passato, vi hanno preparato a mandare avanti da soli una realtà come quella che avete costruito?

Sono diverse le esperienze che ci hanno plasmato come musicisti. Ad esempio ci siamo esibiti, quando suonavamo in Sanitansamble, al San Carlo, alla Scala di Milano e al Ponchielli di Cremona, collaborando anche con i musicisti di questi importanti Teatri italiani. Ma, poiché amiamo spaziare tra i generi, abbiamo collaborato anche con artisti pop del calibro di Mika. Queste, tra le varie esperienze, ci hanno spinto a credere nella necessità di una nuova Orchestra stabile a Napoli, ed ecco perché ora siamo qui.

Il Covid e le conseguenti misure di contenimento della pandemia hanno quasi completamente fermato il settore delle arti e dello spettacolo e hanno fortemente limitato le occasioni di incontro, che per molto tempo è stato possibile solo in remoto, attraverso lo schermo di un computer. Considerando che siete nati proprio nel vivo della pandemia, come avete affrontato questo periodo e le naturali difficoltà che tali misure hanno causato?

È proprio nelle difficoltà che nascono le cose migliori. Infatti, in un momento in cui non c’erano concerti e il settore artistico stava affrontando gravi problemi, abbiamo voluto dare un segnale che la musica non si ferma mai, nemmeno con una pandemia globale. Per questo, nonostante incontrarsi e suonare assieme dal vivo fosse impossibile, ci siamo incontrati sulle piattaforme di meeting online per mettere a punto le linee guida del progetto e per fortuna ce l’abbiamo fatta.

Cosa vi aspetta nel futuro? Puoi anticipare qualcosa ai lettori di Napoli.ZON?

Non posso anticipare molto, in quanto c’è ancora tanto da fare, essendo la realtà nata da pochi mesi. Però, posso dirti che abbiamo inaugurato la sede nella Chiesa di Santa Barbara dei Cannonieri in collaborazione con un’altra associazione del rione Sanità, La Musica Ribelle. Contiamo di fare tante cose nel futuro prossimo, quindi seguiteci! E buona musica a tutti!

Per ulteriori informazioni sull’Orchestra Sociale Sanità segui la pagina Facebook e il profilo Instagram.

Intervista di Giuseppe Meccariello.

Foto all’interno di Valeria Sironi.

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