2 Aprile 2026

Omicidio Martina Carbonaro: parlano i genitori della ragazza

La famiglia vive un dolore molto forte, aggravato dal fatto di dover rivedere in aula il responsabile

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omicidio martina carbonaro

OMICIDIO MARTINA CARBONARO-I genitori di Martina Carbonaro, a circa un anno dalla sua morte, hanno rilasciato delle dichiarazioni. La 14enne è morta a maggio 2025 ad Afragola, per mano dell’ex fidanzato. A distanza di tempo, la famiglia si trova ancora a vivere un dolore molto forte, aggravato dal fatto di dover affrontare il processo e rivedere in aula il responsabile dell’omicidio. I genitori spiegano che uno degli aspetti più difficili è proprio trovarsi faccia a faccia con l’assassino della figlia. Una situazione che riapre continuamente la ferita e rende ancora più difficile elaborare il lutto.

Nel loro racconto emerge anche il senso di incredulità e tradimento. Il ragazzo che ha ucciso Martina era una persona conosciuta e frequentata dalla famiglia, tanto da essere considerato quasi parte della loro vita quotidiana. Questo rende la vicenda ancora più dolorosa, perché la fiducia riposta in lui si è trasformata in una tragedia. In passato, infatti, il padre della ragazza aveva raccontato di aver avuto accanto l’assassino anche durante le ricerche della figlia, senza sapere cosa fosse realmente accaduto.

Omicidio Martina Carbonaro: giustizia, non vendetta

Oggi, a un anno dai fatti, i genitori chiedono soprattutto giustizia. Non cercano vendetta, ma una condanna adeguata che riconosca la gravità di quanto successo. Il loro obiettivo è ottenere una pena che rispecchi il dolore subito e che possa rappresentare anche un segnale forte contro episodi simili. Il caso ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica e continua a essere simbolo del problema dei femminicidi, soprattutto tra i più giovani.

I familiari di Martina sottolineano proprio questo aspetto, evidenziando come sia necessario fare di più per prevenire situazioni di violenza nelle relazioni, anche tra adolescenti. Questa situazione mette in luce la sofferenza continua della famiglia, che a distanza di un anno vive ancora il trauma della perdita e affronta con difficoltà ogni fase del processo, mantenendo però una richiesta chiara: giustizia per Martina.

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