12 Gennaio 2026

Nola, banda cavalli di ritorno fermata: 8 arresti

Scoperta la banda dei cavalli di ritorno a Nola: 8 arresti per furti d’auto ed estorsioni, auto rubate parcheggiate fuori da ospedali e cliniche. Indagine coordinata dalla Procura di Nola

polizia-immagine di repertorio

Nola banda cavalli di ritorno

Nola, la banda dei cavalli di ritorno è stata smantellata dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna in una vasta operazione condotta nella provincia di Napoli.

In totale hanno eseguito otto misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di furti d’auto ed estorsioni ai danni dei legittimi proprietari, secondo il collaudato schema criminale del cavallo di ritorno in cui si richiede denaro per restituire l’auto rubata.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Nola, ha ricostruito decine di episodi di furti d’auto seguiti da richieste estorsive. Complessivamente sono 56 i furti contestati e 6 i casi di cavalli di ritorno, tra tentati e consumati, attribuiti al gruppo criminale.

Auto rubate vicino a ospedali e cliniche: vittime fragili

Un elemento che ha suscitato forte sdegno è la scoperta che molte delle auto rubate erano parcheggiate davanti a strutture sanitarie. In particolare, fuori dall’ospedale di Nola e all’esterno di una clinica di Ottaviano. Le vittime includevano pazienti ricoverati per cure prolungate e i loro familiari, per cui l’auto rappresentava uno strumento essenziale per gli spostamenti quotidiani.

Secondo gli inquirenti coinvolti nelle indagini, i membri della banda agivano in modo sistematico. Rubavano le vetture parcheggiate, spesso all’interno di aree pubbliche o a ridosso di ospedali. Successivamente contattavano i proprietari chiedendo somme di denaro per la restituzione del veicolo.

Questo schema criminale rientra nella tipologia nota come cavallo di ritorno, una pratica diffusa nelle zone urbane dove la criminalità sfrutta la paura delle vittime per ottenere guadagni illeciti.

Nola, sgominata la banda dei cavalli di ritorno

Durante l’operazione sono scattate misure cautelari per otto persone. Quattro in carcere e quattro agli arresti domiciliari. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno inoltre rinvenuto diverse auto rubate con targhe clonate. Hanno anche individuato officine compiacenti dove i veicoli venivano smontati o riciclati nel mercato nero.

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